Dal 2000

E finalmente nel 2000 i sogni si realizzano, Irvine lascia la Ferrari e arriva il brasiliano Rubens Barrichello: con l'inizio del campionato la Ferrari parte come un razzo piazzando una tripletta a Melbourne, Interlagos e Imola. Con queste tre vittorie la scuderia sembra tornata sui binari giusti, Schumacher vince anche al Nüerburgring e a Montreal, ma l'estate si preannuncia difficile: in Austria e in Germania è costretto al ritiro, in Ungheria e in Belgio arriva secondo, la McLaren di Hakkinen lo incalza e lo sorpassa in classifica. La prospettiva di non farcela anche stavolta scatena Michael che conquista 4 vittorie nelle ultime 4 gare vincendo di prepotenza il suo 3° mondiale, il 1° per la Ferrari dopo 21 anni.

Il lungo digiuno della Ferrari è finito.

Nel 2001 la Ferrari si è liberata di un grosso peso, il mondiale è arrivato e quindi si può ripartire senza assilli. La scuderia dispone del miglior pilota in assoluto e della vettura più competitiva della piazza, questo significa essere praticamente imbattibili. Lo si intuisce immediatamente al debutto del mondiale a Melbourne dove Schumy conquista subito la vittoria, e la cavalcata trionfale continua per tutto il mondiale fino al  al 18 agosto in Ungheria nel 13° Gran Premio della stagione  dove conquista il suo 4° titolo piloti, il 2° con la Ferrari seguito dalla conquista del 3° titolo consecutivo  nel mondiale costruttori.

Nel 2002 si spera che il pilota tedesco possa superare i molti record dell'anno precedente, il più importante dei quali è quello dei 5 titoli mondiali, detenuto dal grande pilota Juan Manuel Fangio.

La Ferrari fin dall'inizio ha un dominio schiacciante come mai ha avuto prima d'ora sulle altre scuderie, ad ogni Gran Premio sale sul podio e nella maggior parte delle volte si trova al 1° posto.

La conquista del titolo mondiale arriva a tempo di record durante  l'undicesima giornata nel gran premio di Francia. Schumacher si aggiudica così il suo 5° titolo mondiale, il 3° consecutivo  con la Ferrari  entrando nella storia della Formula 1 per aver vinto unico nella storia, insieme al mito argentino Juan Manuel Fangio cinque titoli mondiali. Ma per la Ferrari non è finita qui; il titolo costruttori infatti viene conquistato nel gran premio di Ungheria e l'altro pilota della scuderia Rubens Barrichello diventa vice-campione del mondo vincendo le ultime gare della stagione. 

Nel 2003 cambiano i regolamenti ma non cambia il risultato finale. Schumacher e la Ferrari Campioni del Mondo ancora una volta. Quest'anno però la conclusione arriva all'ultima gara, a Suzuka: Barrichello vince il gp del Giappone e Schumacher, con l'ottavo posto, ottiene il punto che gli mancava per conquistare il suo sesto titolo iridato, il quarto consecutivo. La scuderia diventa la prima squadra ad aggiudicarsi il titolo Costruttori cinque volte di seguito, il 13° nella sua storia. Sono le otto vittorie della squadra di Maranello: Michael si impone a Imola, Barcellona, Zeltweg, Montreal, Monza e Indianapolis; Rubens aggiunge a successo di Suzuka quello di Silverstone.

Nel 2004 i risultati della scuderia di Maranello superano ogni più rosea previsione: la Formula Uno incorona, per la settima volta nella sua storia, Michael Schumacher. Il pilota tedesco stravince il suo quinto Mondiale consecutivo e si porta a casa la bellezza di tredici vittorie su 17 gare: un vero record. La Ferrari, vincendo il titolo costruttori, dimostra di essere la squadra più compatta, il team più completo di tutto il circus. Gli avversari annaspano, le scuderie che dovevano fronteggiare lo strapoterere della “Rossa” si perdono corsa dopo corsa. Neanche le nuove regole imposte dalla Federazione Internazionale per salvaguardare lo spettacolo in pista servono a fermare la Ferrari, un’autentica schiacciasassi su tutti i circuiti iridati.
Dalle stelle alle stalle. Da anni si prospettava un crollo della Ferrari ed era inevitabile che un ciclo vincente come quello che la rossa era riuscita a creare negli ultimi sei anni non sarebbe durato per sempre. Ma una crisi nera come quella che ha investito Maranello nel 2005 e' andata oltre ogni piu' pessimistica previsione, come lo stesso presidente Luca di Montezemolo non ha mancato di sottolineare nel saluto di fine stagione in occasione delle Finali Mondiali del Mugello: "E' stato un anno particolare: sapevamo che dopo sei anni di dominio si poteva cominciare a perdere, detto questo non mi aspettavo un anno cosi' negativo."In un panorama cosi' difficile a salvarsi sono stati soltanto i piloti, o meglio soltanto Michael Schumacher che ha messo tutto se stesso in ogni gara, accettando e superando i limiti della propria vettura e lottando con i denti anche solo per un posto nella top ten.