SHADOW
Dan Nichols era un personaggio misterioso, si
dice - almeno negli anni 50 - che lavorasse per la CIA in 'Estremo-Oriente. Negli
anni 60 è un commerciante in Giappone che vende le gomme Goodyear e
Firestone. Verso la fine degli anni '60 fonda la Vehicle Systems Inc. in
California ed impiega Trevor Harris per progettare un automobile di Can Am,
denominata Shadow; il logo della squadra è un'ombra umana: i piloti sono Follmer e Vic Elford.
Verso la fine del 1972 Nichols annuncia l'ingresso in F1 che avviene nel 1973 con la UOP
come sponsor e Tony Southgate (ex BRM) come progettista: i piloti sono Oliver e Follmer.
Una
terza monoposto sarebbe successivamente stata venduta a
Graham Hill e schierata
con i colori della Embassy.
Southgate sviluppa il prototipo nel garage di casa
sua a Lincolnshire: la Shadow-Cosworth DN ottiene un sesto posto all'esordio in
Sud Africa ed in Spagna, alla seconda gara, conquista il terzo posto; Oliver
giunge terzo in Canada e la squadra finisce all'ottavo posto il campionato 1973,
circostanza che la porterà ad adottare dal 1974 i numeri 16 e 17 di gara. Contemporaneamente una Shadow DN2 corre in Can Am, campionato che Follmer ed
Oliver disputeranno anche nel 1974, con ottimi risultati (quattro vittorie in
cinque gare).
In Formula 1 arrivano Peter Revson, vincitore di due GP con la
Mclaren nel 1973, e Jean Pierre Jarier, Campione Europeo di F2, la monoposto è
la DN3. In Sud Africa Peter Revson é vittima di un incidente mortale: finisce
contro una barriera a causa della rottura della sospensione, viene sostituito
per tre gare da Redman, per una da Bertil Roos ed in seguito da Tom Pryce.
La
monoposto del 1975 é la DN5, Jarier sorprende tutti conquistando la pole in
Argentina ed in Brasile, ma é sfortunato in entrambe le occasioni, in Argentina
si deve ritirate nel corso del giro di ricognizione ed in Brasile a pochi giri
dalla fine quando era saldamente in testa. Pryce conquista la pole in Gran
Bretagna, tuttavia il bilancio finale del campionato é piuttosto magro. Gli
ultimi tre GP sono disputati da Jarier con il modello DN7, motorizzato dalla
Matra, ma la collaborazione con la casa francese non prosegue nel 1976, avendo
la Matra deciso di appoggiare unicamente la debuttante Ligier.
La DN6 corre
nella F.5000 con Oliver. Nel 1976 la squadra perde lo sponsor UOP ed entra in
crisi economica, i piloti sono ancora Pryce e Jarier e la monoposto é ancora la
DN5. In Austria debutta la DN8, Pryce ottiene qualche piazzamento, Jarier invece
decide di abbandonare la squadra a fine campionato. Nel frattempo, grazie ad
Oliver, entra lo sponsor Tabatip.
Il 1977 comincia con Pryce ed il pilota
italiano Renzo Zorzi, sostenuto dal petroliere Franco Ambrosio, la monoposto é
la DN8. Il GP del Sud Africa é ancora fatale per la Shadow, Pryce é colpito
dall'estintore scagliato da un commissario di pista che stava soccorrendo Zorzi,
muoiono sia il commissario che il pilota inglese. Alla Shadow arriva Alan Jones,
incredibilmente disoccupato: il pilota australiano regalerà al team la sua unica
vittoria nel GP d'Austria. A Monaco Zorzi é sostituito dal debuttante Riccardo
Patrese che in alcune gare é sostituito da Merzario, Jariere dallo stesso Jackie
Oliver.
A fine anno Oliver, Rees, Southgate e Ambosio abbandonano la Shadow per
dare vita alla Arrows (la parola arrows contiene le loro iniziali), si portano
via anche il promettente Patrese, mentre Jones compie la scelta della sua vita
firmando con il rientrante costruttore
Frank Williams (nel 1977, infatti,
Williams aveva schierato una March per Neve).
La Shadow é in ginocchio e
nonostante i piloti siano
Clay Regazzoni ed Hans Stuck non ottiene risultati di
rilievo, per contro la Arrows sfiora la vittoria con Patrese in Sud Africa. Una
battaglia legale sulla proprietà intellettuale del progetto DN9 si apre tra le
due scuderie, la Arrows FA1 é infatti la fotocopia della Shadow.
In questi anni
la Shadow entra in una profonda crisi economica, nel 1979 non esiste uno sponsor
principale e vengono scelti come piloti Jan Lammers, Elio de Angelis (due
giovani debuttanti) e Danny Ongais, l'hawaiano che già nel 1978 aveva provato a
qualificare la Shadow del team Interscope in un paio di occasioni; quest'ultimo
dovrebbe alternarsi con de Angelis, ma alla fine l'italiano prenderà parte a
tutte le gare, ottenendo un brillante quarto posto nell'ultimo GP, negli USA.
Nel 1980, passato de Angelis alla
Lotus, la Shadow si presenta al via con
l'improvvisato modello DN12, piloti David Kennedy e Stefan Johansson: dopo due
gare la squadra viene acquistata dall'uomo di affari Teddy Yip; Geoff Lees
(subentrato a Johansson) riesce miracolosamente a qualificarsi in Sud Africa, per
una strana ironia della sorte ultima gara della Shadow.
Nel 1981 una Shadow
modificata partecipa, con none Theodore TY01, a tutte le gare del mondiale, con
Tambay prima e Surer dopo, conquistando anche un punto;, la scuderia Theodore
corre anche nel 1982 (impiegando, tra gli altri, anche Lammers e Lees), con
poca fortuna e nel 1983 si fonde con l'Ensign. A fine 2002 scompare anche la
Arrows, nel frattempo tutti gli ex piloti della Shadow sono deceduti o si sono
ritirati, cosi della "squadra ombra" non resta più alcuna traccia in Formula 1.