BENETTON

L'industria di abbigliamento trevigiana entra in F1 come sponsor della Tyrrell nel 1983 in occasione del gran premio del Brasile; con questa vettura il pilota italiano ottiene una vittoria in occasione del G.P. di Detroit, vittoria che passerà alla storia perché è l'ultima affermazione di una vettura spinta dal glorioso motore Ford Cosworth 8 cilindri.
Nel 1984, con il passaggio di Michele Alboreto alla Ferrari, il verde della livrea Benetton passa sulle Alfa Romeo 184 T gestite dal team Euroracing che schiera due vetture per Riccardo Patrese ed Eddy Cheever.
Nel 1985, confermata la sponsorizzazione al team Euroracing, in casa Benetton si decide il grande passo, costruire una monoposto con il proprio nome.
A questo scopo viene acquistata la Toleman, un team inglese che si trova in grave crisi finanziaria e non ha un fornitore di pneumatici; per ovviare a questo inconveniente la casa veneta acquista la Spirit, un piccolo team che per la stagione 1985 aveva concluso un accordo per la fornitura di pneumatici con la Pirelli.
E così in occasione del G.P. di Monaco, quarto appuntamento della stagione, debuttava la Toleman TG185 guidata da Teo Fabi.
Questa vettura aveva una livrea completamente bianca dove erano applicate una moltitudine di bandierine. Dal G.P. d'Austria, decima gara stagionale, il team schierava una seconda vettura guidata da Piercarlo Ghinzani. La particolarità di questa livrea era che la posizione delle bandierine variava da gara a gara, mentre nell'anno successivo il team avrebbe preso la denominazione Benetton.
Nel 1986 il team si presenta con la nuova denominazione 'Benetton Formula' ma soprattutto con il nuovo motore turbo 4 cilindri BMW in sostituzione del motore turbo 4 cilindri Hart utilizzato nella stagione precedente.
Il manager della scuderia è Peter Collins e i piloti sono Teo Fabi e Gerhard Berger, e proprio quest'ultimo regalerà al team la prima vittoria nel penultimo appuntamento stagionale sul circuito di Città del Messico.
Il 1987 vede l'arrivo di Thierry Boutsen al posto di Gerhard Berger passato alla Ferrari, ma soprattutto il passaggio dal motore BMW al nuovo motore turbo 6 cilindri Ford.
Questi cambiamenti però non porteranno nessuna vittoria al team.
Anche la stagione 1988 (l'ultima nella quale è possibile utilizzare i motori turbo) non vede nessuna vittoria, il motore è il nuovo 8 cilindri Ford aspirato di 3500cc ed Alessandro Nannini prende il posto di Teo Fabi.
Il 1989 vede l'arrivo di Johnny Herbert (sostituito poi da Emanuele Pirro) al fianco di Nannini, e proprio quest'ultimo coglierà la sua prima (ed unica) vittoria in una gara di F1 a Suzuka,
favorita però dalla squalifica di Ayrton Senna.
Alla direzione si succedono Davide Paolini e soprattutto Flavio Briatore. Nel 1990 al fianco di Nannini arriva il tre volte campione del mondo Nelson Piquet, il quale regala al team due vittorie nei due ultimi appuntamenti iridati di Suzuka e Adelaide.
Purtroppo il terzultimo G.P. della stagione che si disputa sul circuito di Jerez è anche l'ultima gara di Alessandro Nannini in F1.
Il pilota italiano conquista un bel terzo posto ma alcuni giorni dopo è vittima di un grave incidente in elicottero.
Al suo posto, per le ultime due gare di Suzuka e Adelaide viene ingaggiato Roberto Moreno.
Il 1991 porta alcune novità. Come seconda guida viene confermato Roberto Moreno, e la livrea della vettura assume la colorazione gialla del nuovo sponsor Camel.
Piquet vince in Canada, ma il colpo sensazionale è l'ingaggio della stella nascente Michael Schumacher che dopo aver debuttato in Belgio sulla Jordan passa alla casa italiana disputando le ultime cinque gare stagionali.
Al termine di questa stagione Nelson Piquet si ritira ed al suo posto viene ingaggiato per la stagione successiva Martin Brundle.
Il 1992 vede il debutto di una vettura caratterizzata dal caratteristico muso alto, soluzione aerodinamica che verrà successivamente utilizzata da molte altre squadre.
Schumacher coglie in Belgio la sua prima vittoria iridata e la B192 si dimostra come l'unica vettura in grado di tenere testa allo strapotere di Williams e McLaren.
Il 1993 vede l'arrivo di Riccardo Patrese al posto di Brundle e nonostante sia arrivata solo una vittoria grazie a Schumacher in Portogallo, la macchina si dimostra ancora una volta come l'unica in grado di impensierire Williams e McLaren.
Il 1994 è l'anno del primo titolo mondiale a cui fa seguito il trionfo del 1995 con 11 successi e primo titolo costruttori.
A fine 1994 cessa l'accordo con la Ford per passare alla Rénault che dura ancora oggi. Dopo la partenza di Schumacher (e dei progettisti Byrne e Brawn) i risultati si fanno inferiori (arriva comunque un successo in Germania con Berge
nel 1997, l'ultimo fin'ora); nelle ultime tre stagioni Fisichella e Wurz pur mettendosi in evidenza, soprattutto il primo, non hanno mai visto il podio dall'alto.
Nel marzo 2000 la Rénault ha annunciato l'acquisto della squadra che fino alla fine del 2001 manterrà comunque il suo nome pur essendo sviluppata dal costruttore francese.

 

 
 

Tyrrell 011 - G.P. Detroit 1983

 
     
   
  Alfa Romeo 184T - G.P. Italia 1984  
     
   
  Toleman TG185 - G.P. Italia 1985  
     
   
  Benetton B186 - G.P. Belgio 1986  
     
   
 

Benetton B187 - G.P. San Marino 1987

 
     
   
  Benetton B188 - G.P. San Marino 1988  
     
   
  Benetton B189 - G.P. Francia 1989  
     
   
 

Benetton B190 - G.P. Monaco 1990

 
     
   
  Benetton B191 - G.P. Canada 1991  
     
   
 

Benetton B192 - G.P. Belgio 1992

 
     
   
 

Benetton B193 B - G.P. Portogallo 1993