Il pit-stop
Un pitstop è uno
dei momenti più ricchi d’azione in un GP, che può fare la differenza nel far
guadagnare un posto o due o perdere posizioni. Cambiare quattro pneumatici e
mettere carburante sufficiente per lo stint successivo richiede dai 7 ai 12
secondi, a seconda del carico di carburante. Rispettare queste notevoli velocità
è questione di una routine ben consolidata che i meccanici della Scuderia
Ferrari Marlboro provano migliaia di volte prima e durante una stagione. Ma
molto dipende anche dall’equipaggiamento specialistico. Diamo un’occhiata agli
strumenti utilizzati in un pitstop.
Mirare il segno
Quando un pilota entra nella pitlane, il suo
primo compito è mirare il “segno”, il punto della pitlane in cui i meccanici
sono pronti e lo aspettano. L’area è segnata da del nastro adesivo sull’asfalto.
E’ un nastro molto adesivo, applicato con una colla speciale. E’ estremamente
robusto, per resistere alle sgommate delle macchine quando ripartono per tornare
in pista. Nel punto in cui le macchine si fermano ci sono dei nastri progettati
per evitare scariche di elettricità statica, ovviamente non desiderate quando il
carburante viene introdotto nella macchina. Queste strisce sono collegate
direttamente ai bocchettoni e fungono da messa a terra.
Il leccalecca
Il pilota è guidato nella posizione esatta
dall’”uomo del leccalecca”, così definito perché tiene in mano un lungo bastone
con in fondo un disco, simile a una paletta. Ma naturalmente, dato che siamo in
Formula 1, non si tratta di una paletta normale ed è fatta in fibra di carbonio,
per risparmiare peso.
Il cric anteriore
Il pilota punta a questo, cercando di fermare
la macchina proprio sopra il cric anteriore. E’ in tubi d’acciaio e viene
operato con il tradizionale metodo del sollevamento, con l’addetto che
semplicemente spinge per sollevare la macchina dall’asfalto. Non sempre il team
usa lo stesso cric. Perché si adatti alla macchina, deve avere la forma per
rispondere a una varietà di profili alari anteriori e un rivestimento in fibra
di carbonio su misura viene adattato perché risponda a ogni ala. La macchina
dev’essere sollevata di solo 5 cm circa. I cric a volte devono essere regolati
in altezza secondo le richieste specifiche di una pitlane. Per esempio, la pista
di Suzuka in Giappone ha una pitlane con un leggero camber e in discesa.
L’altezza del cric è regolata cambiando la dimensione delle ruote per offrire
maggiore altezza da terra.
Il cric posteriore
Il cric posteriore è un semplice sollevatore
meccanico, che richiede un rilascio rapido. Dev’essere leggero e maneggevole
dato che l’addetto è l’unico dei meccanici a non essere in posizione all’inizio
del pitstop. La ragione è ovvia, dato che deve aspettare che la macchina l’abbia
superato per mettersi in posizione e sollevare il retrotreno.
L’avviatore
Il cric posteriore è progettato per contenere
un avviatore da connettere alla macchina nel caso in cui il motore si spenga
mentre la monoposto sta per lasciare il box. E’ identico allo starter usato nel
box del team durante le prove, ma qui ha un connettore più lungo. Questo perché
può accadere che durante un pitstop una macchina parta e poi resti dopo aver
fatto un balzo in avanti.
Cambio pneumatici
Cambiare i pneumatici è la parte più veloce
dell’intera procedura del pitstop. Un’azienda italiana produce le pistole per
tutti i team, regolate secondo le esigenze di ciascuno, usate per rimuovere e
rimettere i bulloni. Ciascuna squadra produce le proprie viti per adattarsi ai
bulloni. Le viti sono in alluminio. Se la pistola viene tolta troppo
rapidamente, può accadere che le viti escano, ma avviene molto di rado.
Anche se il peso contenuto è solitamente un vantaggio in F1, questo non si
applica alle pistole, che devono essere ragionevolmente solide per rispondere
alle forze implicate, dato che si parla di una coppia di 678 Newton/metri per
stringere una vite. Le pistole operano con aria compressa, a una pressione di
circa 20 bar. Per evitare che i bulloni si allentino, sul lato destro si usa una
filettatura verso destra e sulla parte sinistra una filettatura verso sinistra.
Ciascun addetto alle ruote ha una pistola e due bulloni di riserva in caso di
problemi. Le pistole hanno dei codici colorati per ciascun lato della macchina.
Un pulsante sulla pistola la fa passare dalla posizione “on” a quella “off”.
Rifornimento
Rifornimento – lo sportello del serbatoio si
solleva automaticamente quando il pilota inserisce il limitatore di velocità
nella pitlane. Mentre la monoposto raggiunge il suo punto di arresto, un uomo
mette uno schermo trasparente dietro il bocchettone, in modo da evitare che il
carburante schizzi sulla parte posteriore della macchina, nello specifico sugli
scarichi roventi. Il motivo per cui lo schermo è trasparente è per permettere
all’uomo del leccalecca di vedere quando i pneumatici posteriori sono stati
sostituiti.
Il bocchettone viene inserito sulla macchina da due addetti. La macchina del
rifornimento risponde alle regole standard FIA e viene fornita ai team, che non
può modificarla. L’unico intervento consentito è il metodo con cui l’addetto sa
che tutto il carburante è entrato. Alcuni team usano un indicatore che lampeggia
sulla visiera dell’addetto al rifornimento, mentre altri impiegano un sistema di
luci colorate sul retro del bocchettone. Le luci indicano quando il carburante è
pronto per entrare, quando sta entrando e quando il processo è completato.
Il bocchettone entra. Ha due serie di maniglie e per rimuoverlo dalla monoposto
una maniglia rilascia il meccanismo e la seconda toglie il bocchettone dalla
macchina.
La quantità di carburante inserita nella macchina è controllata da un computer
prima che la vettura arrivi al box. Predispone il bocchettone e, appena questo è
inserito, fa sì che il flusso inizi e si fermi quando è completato.
I bocchettoni sono ricoperti da materiale isolante dal calore, per mantenere
fresco il contenuto. Le regole impongono che il carburante possa essere
raffreddato di 10° rispetto alle temperature ambientali.
Sicurezza
Un uomo tiene il bocchettone. E’ una richiesta
di emergenza. La maniglia dev’essere tenuta in sede per permettere al carburante
di entrare e rilasciata per chiudere il bocchettone. Questo significa che, nel
caso di incendio o di esplosione, lasciar andare la maniglia piuttosto che fare
movimenti è tutto ciò che occorre per interrompere il flusso di carburante.
L’altro bocchettone è sempre in standby in caso di un problema, con un terzo di
riserva. Un meccanici è in standby con un grosso estintore di 60 litri.