Il centro nevralgico di una monoposto
Il sistema elettronico di una monoposto di Formula 1 può
essere paragonato al sistema nervoso centrale di un essere umano, perché
controlla e monitora praticamente ogni funzione legata alle prestazioni della
vettura per quanto riguarda motore, telaio e tutti i sistemi di controllo del
cambio, del differenziale e degli altri componenti.
‘L’elettronica ha due obiettivi principali: il primo è misurare un’azione e
l’altro è darle inizio’ – ha spiegato Roberto Dalla, Responsabile
dell’elettronica della Scuderia Ferrari – ‘Questo significa che, per comprendere
quale sia la prestazione complessiva della monoposto, abbiamo necessità di
misurare e valutare numerosissimi aspetti. L’elettronica è il nostro primario
strumento di misurazione ed è principalmente utilizzato attraverso l’impiego di
diversi computer e sensori sofisticati disposti sulla macchina e sui suoi componenti’.
I dati acquisiti attraverso l’elettronica possono essere utilizzati
semplicemente per aiutare gli ingegneri a sviluppare la vettura nel corso dei
test ma servono anche per azionare altri elementi del pacchetto elettronico che
agiscono sulla monoposto. ‘Si usa l’elettronica per attivare e controllare
funzioni come il controllo trazione, il cambio, il differenziale e altri elementi’ – prosegue Dalla – ‘In questo caso, gli attuatori ricevono
informazioni dai sensori, le elaborano e danno impulso, di conseguenza, ad
alcune attività’.
Quando i computer di bordo sono in grado di monitorare i dati e poi
automaticamente determinare un’azione conseguente, entra in campo un altro
elemento fondamentale connesso all’elettronica: il pilota. Dall’abitacolo, chi
è al volante può attivare tutta una serie di controlli elettronici per
modificare le prestazioni della monoposto.
Come qualsiasi altro componente di una vettura di Formula 1, i sistemi
elettronici non devono soltanto porre in essere difficili operazioni agendo con
la massima affidabilità ma devono anche avere peso e dimensioni ridotti al
minimo. Se si osserva una vettura da Gran Premio, è difficile vedere tracce
visibili di elettronica. ‘Le capacità tecnologiche dell’elettronica sono vaste
e contemporaneamente quasi invisibili’ – concorda Dalla – ‘Abbiamo ovviamente un
certo numero di fili elettrici ma di solito sono nascosti in una struttura
rigida, nella parte più bassa della vettura, in parti del motore o dentro la
monoscocca, dove si trovano ad operare con temperature davvero elevate e dove
devono resistere alle vibrazioni. Questo è un fattore chiave e difficile,
perché ovviamente quando si trovano in queste condizioni gli apparati
elettronici sono sottoposti a un forte stress; chiaramente, però, non possiamo
compromettere le prestazioni globali del pacchetto sistemandoli in una parte di
struttura meno ostile. Quindi bisogna lavorare non solo sulle sofisticazioni
tecnologiche ma anche sul cercare di rendere ogni componente il piu' piccolo
possibile, e questa è una delle parti più difficili del nostro lavoro’.
L’organismo che regolamenta la Formula 1, la FIA, cerca da sempre di ridurre gli
aiuti elettronici sulle monoposto di F1. Secondo Dalla questo non facilita le
cose alle settanta persone che lavorano nel Dipartimento Elettronica della
Gestione Sportiva della Ferrari. ‘Le idee che possono essere sviluppate
attraverso l’elettronica sono praticamente illimitate, così ogni volta che una
possibilità viene vietata, lo sviluppo continua comunque a crescere ad un ritmo
elevatissimo. C’è anche una tecnologia di base che può essere sviluppata al di
fuori dei vincoli imposti dai regolamenti, come la riduzione delle misure di un
componente o l’irrobustimento degli elementi. Questo è un concetto sempre
valido ed è ciò che abbiamo fatto circa cinque anni fa, quando la maggior
parte degli aiuti elettronici e' stata vietata. Abbiamo lavorato duramente in
questa direzione’. Nonostante ci sia meno elettronica sulle monoposto di Formula
1 del 2004 rispetto alle vetture del passato, le nuove regole, che hanno ridotto
notevolmente il lavoro che può essere effettuato sulla vettura nel fine
settimana di gara, hanno reso più complicata la vita dei sette specialisti del
dipartimento elettronica che seguono i Gran Premi. ‘Ad esempio, di recente, con
il controllo trazione, abbiamo lavorato intensamente nel fine settimana per
migliorare le caratteristiche del sistema in funzione delle caratteristiche del
tracciato, delle condizioni atmosferiche e del pilota. Ora, con le monoposto che
si trovano in regime di parco chiuso fin dal sabato, non si può lavorare a
livello meccanico sulla vettura ma è possibile effettuare un lavoro di
affinamento, perciò dal sabato a mezzogiorno fino alla gara si effettuano
profonde analisi sapendo che si può agire dal lato dell’elettronica’.
Nel corso di un Gran Premio, il lavoro sul pacchetto elettronico della F2004
segue uno schema prestabilito. ‘Si inizia con le prove libere del venerdì con
un’impostazione di base e regolazioni elettroniche di base secondo quanto
abbiamo sperimentato nel corso dei test su quella pista o su un altro circuito’
– prosegue Dalla – ‘Vengono impiegate diverse configurazioni del software: ad
esempio, a Barcellona ci sono curve lunghe e veloci; oppure si può parlare
della lunghezza della pit-lane, che può sembrare un elemento nel complesso
insignificante ma che invece rappresenta un fattore importante per ottimizzare
il modo in cui la monoposto affronta l’entrata e l’uscita dalla corsia box nel
corso della gara. La velocità della monoposto e' infatti stabilita dal
limitatore ma, nel rispetto dei regolamenti della FIA, si può lavorare per
ottimizzare l’ingresso nella pit lane, la frenata o l’uscita grazie
all’elettronica. Lo stesso avviene con ogni sezione del tracciato’.
Chiaramente gli esperti dell’elettronica non possono lavorare da soli. ‘Non è
come in passato, quando una sola persona poteva controllare tutta l’elettronica
di una monoposto’ – ha detto Dalla – ‘Oggi è tutto troppo complesso, quindi la
comunicazione con il resto del team è vitale’.