Gilles Villeneuve

nato il 18/01/1952 a Chambly (Canada)

morto il 9/05/1982 durante le prove del gran premio del Belgio

 

 

"Se è vero che la vita di un essere umano è come un film, io ho avuto il privilegio di essere la comparsa, lo sceneggiatore, l'attore protagonista e il regista del mio modo di vivere"

 

 

Joseph Gilles Henri Villeneuve nacque a Chambly, nello stato canadese del Quebec, il 18 Gennaio del 1950.
Da bambino si trasferisce a Berthierville, dove scopre la passione per la velocità attraverso le motoslitte. A 17 anni disputa la sua prima gara e diviene specialista di questa disciplina. Nel 1971 diventa campione del Quebec, ripetendosi l’anno successivo; nel 1973 fa suo il campionato canadese e nei due anni successivi è addirittura campione mondiale, con un mezzo da lui stesso modificato nella trasmissione e che adotta un sistema di sospensioni indipendenti da lui stesso progettato.
Gilles intanto, inizia a competere anche con le auto. Inizia nel 1971, in qualche gara di accelerazione, con una Ford Mustang preparata insieme al padre. Nel 1973 esordisce in Formula Ford, su una Magnum: con due vittorie è campione del Quebec. Nel 1974 passa alla più difficile Formula Atlantic, guidando una March. Vi rimane fino al 1976, anno n cui arriva il trionfo in campionato; vince nove gare su dieci (con un ritiro mentre era in testa). Il 1977 vede il suo esordio in F1, il 16 luglio a Silverstone, con una vecchia McLaren M23. Si qualifica decimo, davanti al compagno Mass che invece ha a disposizione la nuova M26, identica a quella di James Hunt autore della pole. Nel warm-up ottiene il miglior tempo, e in gara arriva undicesimo.
Enzo Ferrari lo ha già notato, e lo convoca a Maranello, anche confortato dai giudizi di Walter Wolf, importatore Ferrari in Canada, e di Chris Amon, che dice: “Ha un tremendo talent naturale e un entusiasmo illimitato. Il suo controllo della vettura è strepitoso.” Il 21 settembre Villeneuve firma con la Ferrari per disputare gli ultimi due GP del campionato, al posto di Niki Lauda, partente per la Brabham-Alfa in vista del 1978. La prima gara con la Rossa Gilles la disputa a casa sua, in Canada, e arriva 12°. Due settimane dopo c’è il GP del Giappone al Fuji. Villeneuve, partito indietro, rimonta, supera un paio di vetture, quando urta la Tyrrell di Peterson e vola fuori pista uccidendo 11 spettatori. Nonostante i giudizi negativi dell’opinione pubblica, il canadese viene confermato anche per la nuova stagione, sempre al fianco dell’esperto Carlos Reutemann. Dimostra di essere veloce, ma si rende ancora protagonista di un paio di incidenti: Rio de Janeiro, Long Beach (mentre era in testa con notevole vantaggio tampona la vettura di Clay Regazzoni), e Montecarlo. Viene subito soprannominato “l’aviatore”.
Gilles è comunque in netta crescita, ottiene un paio di buoni piazzamenti coronati dalla vittoria a Montrèal, ultimo appuntamento del ’78, davanti ai suoi fans.
Il 1979 vede il passaggio di Reutemann alla Lotus e l’arrivo di Jody Scheckter dalla Wolf. Dopo un inizio in sordina, l’arrivo della nuova 312 T4 permette a Gilles di vincere a Kyalami e a Long Beach, sempre davanti al nuovo compagno di squadra, con cui instaura un rapporto di grande amicizia. Ed è da questo anno che esplode la Febbre Villeneuve. Memorabili il giro su tre ruote a Zandvoort e il duello con Renè Arnoux a Digione. A Monza Scheckter fa suo il titolo mondiale, vincendo la gara coperto alle spalle da Gilles per uno storico arrivo in parata. A Watkins Glen arriva anche il terzo successo per Villeneuve, che si candida favorito numero uno per la rincorsa al titolo della stagione successiva. Ma tutte le speranze andranno deluse. Il 1980 è forse l’anno più disastroso nella storia del Cavallino. La 312 T5 si rivela ormai obsoleta, e a Gilles non permette di andare oltre qualche quinto e sesto posto, ma dando prova di determinazione e impegno immensi. Peggio ancora va al compagno di squadra Scheckter, che ottiene addirittura solo due punti e decide il ritiro dalle corse.
E arriva il 1981. Arriva Pironi, e una vettura tutta nuova, la 126 CK a motore turbo. E’ un anno transitorio, ma Gilles da prova di grande talento vincendo consecutivamente a Montecarlo, superando di forza Alan Jones, e in Spagna, al Jarama, conducendo tutta la gara in testa seguito da ben sette vetture nello spazio di un secondo. Saranno questi gli ultimi successi per il canadese. Il resto della stagione si presenta difficile, con molti ritiri e poche soddisfazioni. Ma ormai la sua popolarità è alle stelle: il pubblico adora il suo spirito combattente, le sue imprese, come la sfida contro un F104, ovviamente vinta da Gilles, all’aeroporto di Istrana, nel novembre ’81.
Il 1982 potrebbe essere il suo anno magico. La 126 C2 si dimostra la vettura più competitiva ed equilibrata del lotto. Villeneuve arriva terzo a Long Beach (anche se poi verrà squalificato per via del doppio alettone posteriore). A Imola, gara disertata dalle squadre inglesi per protesta, le Ferrari dominano. In gara, a pochi giri dalla fine, Gilles è al comando seguito da Didier Pironi, suo compagno. I due si sorpassano a vicenda più volte, per divertire la platea. O almeno è quello che pensa il canadese. Che rallenta quando dai box viene esposta la scritta slow, cosa che invece non fa Pironi, che va a vincere la gara. Gilles è furioso, ferito alle spalle per aver perso la gara, e soprattutto, un amico. Questo è l’inizio della fine.
Il gran premio successivo si svolge a Zolder, in Belgio. Sabato 8 Maggio 1982: Villeneuve esce dai box per migliorare il proprio tempo, quando mancano pochi minuti alla conclusione delle prove. Villeneuve non farà più ritorno: mentre Gilles, infatti, sta percorrendo il suo giro lanciato, la Ferrari del canadese urta contro le ruote posteriori della March guidata dal tedesco Mass, che procedeva inspiegabilmente a velocità ridotta. La Ferrari si impenna e inizia a
capottarsi svariate volte: durante la lunga carambola, oltre 200 metri, il corpo di Villeneuve viene proiettato fuori dell'abitacolo e addosso a uno dei paletti che sostengono la rete di protezione. I primi soccorsi al pilota, già cianotico, vengono portati proprio da Mass e dagli altri piloti che stanno terminando le prove. Tutti comprendono subito la gravità dell'incidente, e René Arnoux torna ai box in lacrime. Dall'ospedale della vicina Louvain arriva il responso: fratture alle vertebre cervicali, lesioni irreversibili.
Dopo una notte senza mai riprendere conoscenza, alle 15.25 del 9 maggio i medici constatano la morte clinica di Gilles. Ma tentano ancora l'ultima possibilità: l'intervento chirurgico alla disperata, in collegamento diretto con un luminare della chirurgia da Montreal: il mondo della Formula 1 continua a sperare. In serata, però, la verità appare chiara: "Non c'è più niente da fare".

Questa è la data che segna il suo ingresso nella storia e nella leggenda dell'automobilismo.

Questo era quello che pensava l'eroe canadese a proposito degli incidenti in gara: "Non ho mai pensato di potermi far male, non seriamente. Se credi che ti possa succedere qualcosa, come puoi fare questo mestiere? Se non hai mai passato la ottava-decima posizione perché stai pensando ad un eventuale incidente, non puoi andare forte al massimo delle tue possibilità. E se non puoi fare questo non sei un pilota. Qualcuno in Formula 1 secondo me guidano le loro auto, non sono dei piloti. Essi fanno la metà del lavoro e in tal caso posso immaginare perchè.....
Si concludeva così, drammaticamente, la carriera di Gilles Villeneuve.
Gilles lasciava la moglie e il figlio Jacques che un giorno avrebbe ripercorso le orme del padre fino a diventare Campione del Mondo di Formula 1 nel 1997.

Ancora oggi Gilles Villeneuve, a quasi tre lustri dalla sua scomparsa, rappresenta un mito. Per il popolo degli autodromi è stato la personificazione del coraggio estremo. Le sue vittorie, ma più ancora le sue gesta da temerario, vengono tramandate come un poema epico.

 

“Gilles con la sua generosità, con il suo ardimento, con la sua capacità distruttiva che aveva nel pilotare le macchine macinando semiassi, cambi di velocità, frizioni, freni, ci insegnava cosa bisognava fare perché un pilota potesse difendersi in un momento imprevedibile, in uno stato di necessità. E’ stato campione di combattività ed ha regalato tanta notorietà alla Ferrari.
Io gli volevo bene.”

 

Enzo Ferrari

 

    Carriera Con la Ferrari  
  Esordio in F.1 Gran Bretagna 1977 Canada 1977  
  Gran premi disputati 67 66  
  Gran premi vinti 6 6  
  Prima vittoria Canada 1978 Canada 1978  
  Mondiali vinti - -  
  Pole position 2 2