Achille Varzi

nato nel 1904 a Galliate (Milano)

morto nel 1948  durante le qualifiche del g.p. Svizzero

 

 

La foschia si sta alzando dalla pista mentre il famoso corridore quarantaquattrenne, immacolato sia nel vestire che nello stile di guida, corre lungo la pista di Bremgarten a bordo della sua Alfa Romeo 158 durante le qualifiche per l’imminente Gran Premio Svizzero ed Europeo del 1948. E’ il primo luglio ed il sole estivo sta rapidamente asciugando il tracciato. In quel periodo l’Alfa è virtualmente invincibile e si è proprio nel mezzo dei cinque anni consecutivi di vittorie della Casa Italiana.
Achille Varzi, nonostante l’età, è ancora lo stesso di quando, quasi trentenne, era il più grande rivale di Tazio Nuvolari. Improvvisamente, vicino alla curva Jordenrampe, la macchina scivola sull’asfalto bagnato a più di 170 km/h e comincia ad andare in testacoda, colpisce la barriera e, quando è quasi ferma, esplode uccidendo il pilota. La tragedia, innescata dal primo vero errore di Varzi, gli costa la vita.

Nato nel 1904, Achille Varzi è figlio di un ricco industriale tessile di Galliate, vicino a Milano. Comincia a farsi notare dal pubblico come pilota di moto, così come suo fratello Angelo, correndo sulle costosissime ed esclusive Garelli e Sunbeams. Lui e Nuvolari iniziarono la carriera di corridori motociclistici quasi nello stesso periodo, ma raramente si trovarono a gareggiare l’uno contro l’altro.

Nel 1928 Varzi e Nuvolari entrarono nelle corse automobilistiche in società con una scuderia di Bugatti Tipo35. Varzi portò come meccanico Guido Bignami, iniziando così una collaborazione che continuerà fino alla fine della sua carriera – Bignami diventerà poi il meccanico di Fangio. Ma dopo sole poche gare Varzi si sente schiacciato dalla personalità di Nuvolari e, grazie alla situazione finanziaria della famiglia, acquista un’Alfa Romeo P2 con la quale termina la stagione 1928.
Durante il 1929 vince talmente tante gare da convincere Nuvolari a prendere una P2 in modo da competere allo stesso livello. Questa mossa spinge Varzi a passare alla Maserati e, nel 1930, vince il titolo di "Campione d’Italia".

La Targa Florio del 1930 è una gara molto significativa nella carriera di Varzi. Le precedenti cinque edizioni sono state vinte dalle vetture francesi della Bugatti e questo è intollerabile per gli sportivi italiani che hanno grandi aspettative in Varzi e nella sua Alfa Romeo 2 litri da Gran Premio. Achille parte 12 minuti dietro a Louis Chiron, ma nei primi 30 chilometri recupera ben un minuto sul campione francese! La gara diventa una lotta a due.
A causa delle sconnessioni della strada, la ruota di scorta della vettura di Varzi si stacca e vola fuori strada dopo aver colpito il serbatoio producendovi un piccolo foro. Varzi si trova quindi costretto a percorrere gli ultimi due giri in queste condizioni sapendo che basta una piccola puntura per mandare tutto all’aria ma sa anche che Chiron è afflitto da guai meccanici ed ha due ruote danneggiate; una la sta riparando ma per l’altra non c’è nulla da fare. Chiron abbandona sul ciglio della strada la ruota rovinata, il cric e tutti gli attrezzi e, risaltando in macchina, riprende la corsa con una frenesia selvaggia – ed una ruota ancora danneggiata!
Nel frattempo Varzi si è fermato ai box e, dopo aver sostituito le gomme, riparte per l’ultimo giro sapendo di non avere la ruota di scorta - il cui supporto si è rotto rendendone impossibile il cambio – e sapendo di avere il serbatoio che perde. L’indicatore del carburatore, infatti, gli segnala che il carburante si sta esaurendo velocemente: presso una delle tante stazioni di rifornimento che sono stata dislocate lungo il circuito, prende – quasi al volo - una tanica di carburante ed il suo meccanico si sforza di versarlo nel serbatoio mentre Varzi continua a guidare come un forsennato! Il risultato è che molta benzina finisce fuori dal serbatoio sulle marmitte ormai bollenti e prende fuoco: le fiamme si cominciano ad alzare dalla vettura fino a raggiungere anche il naso di Varzi che non pensa nemmeno per un attimo a fermarsi. Si accuccia sul bordo del sedile per dare al suo meccanico più spazio possibile per cercare di spegnare le fiamme con il cuscino del sedile.
Alla fine le fiamme sono domate ma questo incidente ha fatto perdere tempo prezioso all’Alfa e Varzi è costretto a imporsi un ritmo febbrile! Attraversa Campofelice ed arriva sui sette chilometri di rettilineo del lungomare – l’unico tratto della pista nel quale può sfruttare le marce alte ed il fatto di avere una vettura da Gran Premio.
Il contagiri raggiunge e supera la zona rossa, ma in questo momento Varzi non va troppo per il sottile ed il boato che gli arriva dalle tribune gli fa capire che è lui il vincitore! Ed infatti termina primo con un vantaggio di 1minuto 48 secondi e 4 decimi sul francese. Ha vinto una vettura rossa e tutta l’Italia è in festa.

Nel 1931 torna alla Bugatti Tipo51 con la quale vince tre gare tra cui il Gran Premio di Francia in coppia con Louis Chiron.

Il 1932 è una anno povero di risultati ma ritorna alla grande nel 1933 quando vince il Gran Premio di Monaco dopo un duello epico con Tazio Nuvolari.
Durante la gara Varzi prende la testa partendo dalla pole mentre Nuvolari parte in seconda fila ed al termine del primo giro è quarto dietro a Borzacchini e Lehoux. Alla fine del terzo giro Tazio è secondo subito dietro ad Achille e tra i due inizia una lotta ravvicinata che prosegue fino all’ultimo giro. La testa della corsa passa di mano ogni due o tre giri. Le ruote piccole della Bugatti avvantaggiano Varzi nelle curve ma la cosa è compensata dalla migliore accelerazione della vettura di Nuvolari. Tutto il 98° giro viene corso fianco a fianco e, all’inizio del 99° e ultimo giro, Varzi è appena davanti a Nuvolari, quel tanto che gli basta per passare per primo alla prima curva. Sulla salita del Casinò, percorsa per l’ultima volta, Varzi tiene la terza spremendo il suo motore al limite e rischiando il tutto per tutto per mantenere la testa.
Nuvolari riesce a stargli dietro finché gli esplode un pistone inondando la vettura di olio bollente! Così Varzi, solo per la prima volta dall’inizio della gara, vince la gara più combattuta che si ricordi: il duello è durato per 97 dei 100 giri; Nuvolari è stato in testa per 66 tornate, Varzi per 34.

Torna all’Alfa Romeo nel 1934 e, con la su P3, vince ben 9 gare tra cui la Mille Miglia: si laurea Campione d’Italia per la seconda volta.

Intanto prosegue la sua rivalità con Nuvolari: quando questi, nel 1935, passa alla scuderia Ferrari (che metteva in pista delle Alfa), Varzi va all’Auto Union. I suoi tempi di risposta estremamente rapidi e la sua guida delicata consentono a Varzi di trarre il meglio dalla vettura tedesca a trazione posteriore con la quale, alla sua prima stagione, vince a Tunisi ed a Pescara nonostante la vettura soffra di parecchi problemi durante tutta la stagione.
Nel 1936 vince a Tripoli stabilendo il record del giro alla media di 227kmh ma, durante questa stagione, la sua salute comincia a deteriorarsi. Ha una brutta storia con la moglie di un altro pilota e comincia ad assumere droghe. Diserta la maggior parte delle corse della stagione 1937 e non si sente più parlare di lui fino a dopo la guerra quando, a sorpresa, rientra nel mondo delle gare - più in forma che mai – correndo due fantastiche stagioni con l’Alfa 158.
Ottiene inoltre due successi in serie Sudamericane diventando molto popolare in tra gli argentini.
Decide di andare a vivere in Argentina al suo ritiro e, in quel paese, fonda la Scuderia Achille Varzi che instraderà Juan Manuel Fangio sulla via del successo.

Alla sua morte la bara viene lasciata per tre giorni e tre notti sulla scocca di una macchina da corsa nella chiesa di Galliate ed i suoi amici la vegliano costantemente. Circa 15.000 persone presenziano al suo funerale.

La scritta d’addio sulla sua tomba recita così: "Forse tu eri destinato a morire, Achille, perché nella tua guida c’era quel qualcosa di geniale che fa parte del mistero della natura, e la natura si sforza di eliminare coloro che vi si avvicinano troppo. Beethoven venne colpito dalla sordità quando sembrava che stesse per trascendere il potere umano dell’espressione musicale, Galileo fu accecato quando stava per scoprire l’infinito e le sue leggi, le mani di Leonardo da Vinci vennero colpite dall’artrite quando era vicinissimo alla perfezione delle sue creazioni. Ed anche tu, Achille, sei stato fermato quando stavi per attraversare le frontiere conosciute della velocità.
Ora ti devi preparare per un’altra gara, l’ultima grande gara. Una gara senza pericoli, preoccupazioni o dolore. Buona gara, Achille."

 

 TUTTE LE VITTORIE DI VARZI

1929: Monza

1030: Targa Florio - Coppa Acerbo - Monza - Spagna

1931: Tunisi

1932: Tunisiù1933 Monaco - Avusrennen - Tripoli

1934: Mille Miglia - Targ Florio - Tripoli

1935: Coppa Acerbo - Tunisi

1936: Tripoli