I mondiali della Ferrari
14 mondiali piloti
14 mondiali costruttori
8 uomini
1 leggenda
I record della Ferrari sono il risultato di 53 anni di storia di Formula 1. La scuderia di Maranello si è imposta fin dalla nascita della Formula 1, centrando una splendida doppietta, nel 1952 e nel 1953, con Alberto Ascari. Nel 1956 fu invece Juan Manuel Fangio a trionfare, seguito nel 1958 da Mike Hawthorn. Nel 1961 Phil Hill divenne campione con la prima monoposto del Cavallino a motore posteriore, mentre nel 1964 toccò all'ex campione di motociclismo John Surtees a portare l'alloro iridato a Maranello. Dopo 11 anni, Niki Lauda vinse 2 titoli piloti, nel 1975 e nel 1977, perdendone un terzo per il grave incidente del Nurburgring del 1976. Questo splendido decennio terminò con il trionfo di Jody Scheckter nel 1979. Da allora un digiuno di 21 anni ci ha separato dai tre incredibili trionfi di Michael Schumacher che nel 2000, 2001, 2002 e 2003 ha portato di nuovo la Ferrari ai vertici del mondiale.
1952 Ascari conquista il primo mondiale della Ferrari
Alberto Ascari è stato il primo pilota ad
aver vinto un mondiale con la Ferrari e finora è stato anche l'unico pilota
italiano a poter vantare questa impresa.
Nel 1951 Ascari vincendo al Nüerburgring e
a Monza, aveva cominciato ad insidiare la supremazia di Fangio e dell'Alfa Romeo
che aveva dominato l'automobilismo per oltre un decennio.
Nel 1952 Ascari ottiene 6 successi
consecutivi, lasciando solo le briciole ai suoi avversari Farina e Taruffi. Il
mondiale è monopolizzato dai tre piloti di Maranello, che chiuderanno ai primi
tre posti un'annata trionfale per la scuderia di Maranello.
1953 continua il binomio Ascari-Ferrari
Il dominio della Ferrari continua nel 1953. Nonostante il ritorno di Fangio, Ascari vince cinque gare su otto, a Monza nell'ultima gara della stagione è vittima di un incidente alla curva del porfido, che diverrà poi la celebre parabolica. Comunque, nonostante tutto il pilota milanese consegna alla Ferrari il secondo titolo mondiale.
1956 tris con Fangio
Nel 1956
Enzo Ferrari ingaggia il miglior pilota del momento: Juan Manuel Fangio.
Il pilota argentino ha al suo attivo un titolo mondiale con l'Alfa Romeo e
due titoli con la Mercedes, quindi è pronto per conquistare il quarto
titolo con la Ferrari.
L'impresa
riesce, grazie anche alla collaborazione dei suoi compagni di squadra
Luigi Musso e Peter Collins che gli cedono le proprie vetture in alcune
gare.
Il titolo
si decide all’ultima gara a Monza: i piloti in corsa per il Mondiale sono
tre: Fangio, Moss e Collins. Il pilota inglese della Maserati domina le
vince la gara, ancora una volta Fangio è costretto al ritiro dopo 20 giri per noie al
motore, ma dopo altri 15 giri Collins, che è secondo, si ferma ai box e
cede la macchina all'argentino che conclude così alle spalle di Moss e
si laurea ancora una volta campione del mondo.
In quell'occasione
Collins
dimostrò uno spirito di sacrificio ineguagliabile rinunciando alle
sue chances per favorire quelle del quarantacinquenne Fangio: l'inglese
era convinto di poter avere in futuro altre possibilità di vittoria
iridata. Purtroppo non sarà così: due anni più tardi il
ventiseienne Collins morirà in un tragico incidente sul mitico e
terribile Nürburgring.
1958 Hawthorn a sorpresa
Il titolo mondiale più sorprendente della
Ferrari è probabilmente quello conquistato nel 1958 da Mike Hawthorn che batte
nell'ultima gara, conquistando il titolo, la Vanwall del
connazionale Stirling Moss, con il distacco di un solo punto nella classifica
mondiale.
La stagione della Ferrari risulterà
comunque tragica sul piano umano: nel gran premio di Francia dopo dieci giri
dall'inizio della gara Musso muore in un terribile incidente, e anche Collins
perde la vita al Nüerburgring.
Alla fine della stagione Hawthorn colpito
dalla morte dei compagni di squadra annuncia il suo ritiro dalle competizioni, ma non avrà il
tempo di godersi la vittoria mondiale. Tre mesi dopo infatti il
perirà anch'egli in un incidente stradale,
a 30 anni non ancora compiuti.
1961 Phil Hill nel giorno della tragedia
Il quinto titolo mondiale per la Ferrari
arriva nel 1961 per merito di Phil Hill, in una stagione dominata dalle vetture
di Maranello, ma la sua gioia è offuscata dalla morte del compagno di squadra
Von Trips a Monza proprio nella gara decisiva per l'assegnazione del titolo
iridato.
A Spa le Ferrari conquistano le prime
posizioni con Hill primo, Von Trips secondo e Ginther terzo; a Reims i tre
piloti si ritirano ma l'esordiente Baghetti salva l'onore portandosi a casa un
clamoroso successo. Successo bissato in Gran Bretagna con Von Trips primo, Hill
secondo e Ginther terzo.
A Monza Von Trips parte in pole position
sulla griglia di partenza. Al secondo giro, in prossimità
della parabolica, la vettura di Clark aggancia quella del
ferrarista tedesco che vola sul terrapieno e investe in pieno gli
spettatori, uccidendone 14 e ferendone molti altri. Von Trips
muore sul colpo. Hill vince gara e titolo mondiale e la Ferrari
diserta in segno di lutto l'ultima prova della stagione.
1964 fortuna per Surtees
Il 1964 è l'anno del sesto titolo mondiale per la Ferrari,
conquistato da John Surtees, già sette volte campione del mondo di motociclismo.
Alla vigilia del gran premio del Messico,
ultima gara della stagione, sono tre i piloti in lizza per il titolo: Hill
è al comando con
39 punti, Surtees ne ha 34 e Clark 30. I due piloti della BRM sono in testa, a questo punto Clark è campione
per maggior numero di vittorie perché Surtees è quinto, dietro a Gurney e
Bandini.
A tre giri dalla fine Clark comincia a rallentare per noie
al motore e all'ultima tornata dovrà ritirarsi ma verrà ugualmente
classificato quinto. Il campione adesso è Hill, ma quando mancano
due giri si ferma anch'egli lungo il percorso.
Gurney è in testa
seguito da Bandini che rallenta per lasciar passare
Surtees e permettergli di conquistare quei sei punti che lo laureano,
inaspettatamente, campione del mondo.
1975 dopo 11 anni Lauda è campione del Mondo
Nel 1974 il mondiale era stato sfiorato
dall’elvetico Clay Regazzoni. Il 1975 vede invece il dominio
del giovane austriaco Niki Lauda che domina il mondiale con cinque vittorie e
altri tre piazzamenti sul podio. Il suo rivale, il brasiliano Fittipaldi deve
accontentarsi del secondo posto con venti punti di distacco.
Ferrari a parte, è comunque un campionato equilibrato: 9 piloti si aggiudicano almeno 1
gran premio.
1976 la tragedia di Lauda non ci priva del titolo costruttori
Lauda domina anche la stagione 1976 ma il terribile incidente del Nuerburgring, lo priva del meritato bis. La causa non fu, come tutti ricordano, la rinuncia dell'austriaco di correre l'ultima gara ma, soprattutto, la remissività del suo compagno di squadra, Clay Regazzoni, che si fece superare, nel corso dell'ultimo giro, da James Hunt che conquistò così il titolo.
1977 strepitoso bis di Lauda
Niki Lauda nel 1977 conquista il suo
secondo titolo mondiale al volante della Ferrari, ma alla fine della stagione
arriva anche il divorziò dalla casa di Maranello per andare alla Brabham-Alfa
Romeo.
In questo campionato Lauda va a punti in
12 gran premi su 14 disputati. Nel gran premio degli Stati Uniti si piazza al
quarto posto, ma matematicamente ha conquistato il titolo iridato, quindi
Niki abbandona la Ferrari disertando i gran premi di Canada e Giappone dove il
suo posto verrà preso da un giovanissimo canadese: Gilles Villeneuve.
1979 Scheckter chiude i favolosi ani '70
Nel 1979 davanti al pubblico di Monza Jody Scheckter
trionfa davanti al compagno di squadra Gilles Villeneuve conquistando il titolo
iridato.
Le due Renault turbo di Jean Pierre Jabouille e René Arnoux partono
dalla prima fila della griglia,
mentre Scheckter e Villeneuve sono rispettivamente terzo e quinto.
Jacques Laffite, l’avversario più pericoloso in classifica per i due ferraristi, si avvia dalla quarta fila col settimo tempo.
Al semaforo verde Scheckter scatta in testa ma Arnoux lo passa alla
prima variante. Villeneuve
protegge il compagno di squadra dagli attacchi di Laffite.
Dopo 14 giri il turbo della gialla vettura francese cede e Arnoux è
costretto al ritiro. Le Ferrari sono ora in testa con Laffite che
tenta inutilmente di attaccarle. A otto giri dal termine il pubblico
esplode, insieme al motore Ford della Ligier del transalpino.
La festa sul podio e in pista è memorabile. Scheckter conquista
gara e titolo grazie anche al comportamento esemplare di Villeneuve,
secondo sia nel Gran Premio d’Italia che in classifica mondiale.
1982 - La leggenda di Villeneuve
L'avvio del campionato è brutto: i due piloti Villeneuve e Pironì, collezionano sconfitte, ritiri e squalifiche; l'improvvisa scomparsa di Gilles e il tragico incidente di Pironì, che lo costringono al ritiro definitivo dalla Formula 1, getta la Ferrari e i suoi tifosi nello sconforto, ma l'arrivo di Patrick Tambay e di Mario Andretti, permettono la conquista del titolo costruttori.
1983 - Ancora un titolo costruttori
La Ferrari 126 C3, non è molto affidabile, il titolo va al brasiliano Nelson Piquet, ma Tambay e Arnoux portano il titolo costruttori a Maranello.
1999 - Sembrava la volta buona
Nel 1999 sembra che Schumacher possa far tornare il campionato piloti a Maranello; la Ferrari tiene testa ad una McLaren piena di problemi ma stavolta è la sfortuna a mettersi in mezzo: un incidente durante il primo giro di Gran Bretagna a Silverstone gli provoca una brutta frattura della gamba, impedendogli di correre per parecchi mesi. Inizia il giallo Schumacher, voci danno per scontato il ritiro definitivo dalla formula 1 del campione, ma Schumacher smentisce tutti con un rientro trionfale. In Malesia domina la gara e negli ultimi giri lascia passare il compagno di squadra Irvine che lotta per il titolo mondiale; nulla può invece fare a Suzuka dove Hakkinen si aggiudica gara e titolo piloti anche se la Ferrari riesce ad aggiudicarsi il titolo costruttori.
2000 la fine di un'incubo
Da 21 anni la Ferrari non vince un
mondiale.
Gli anni ottanta sono caratterizzati da errori nella gestione della
squadra che non hanno permesso ad altri piloti di raggiungere la vittoria
finale.
Non dobbiamo considerare il 1982 perchè, quell'anno, la Ferrari era
veramente la vettura da battere ma, la tragedia di Villeneuve e l'infortunio di
Pironì
hanno portato solo alla conquista del titolo costruttori.
Dal 1996 anno in cui Schumacher approda
alla Ferrari, per ben quattro volte la Ferrari è stata in lotta fino all'ultima
corsa e, finalmente nel 2000 le cose vanno per il verso giusto.
Con 9 vittorie su 17 gare Schumi conquista
il suo terzo titolo l’8 ottobre, battendo, al termine di un duello spettacolare, il rivale Mika Hakkinen
sulla pista di Suzuka. Ai trionfi di Schumi si aggiunge il consistente apporto
di Rubens Barrichello, che vince il gran premio di Germania e con i suoi
62 punti è determinante per la conquista del Mondiale Costruttori.
Mai, la Ferrari, nella sua storia della
Formula 1, aveva toccato il tetto dei 10 successi stagionali e dei 170 punti:
almeno un pilota "Rosso" è sempre salito sul podio nelle gare disputate.
2001 Schumacher "Re" del terzo millennio
Il 2001 è l'anno in cui si consolida il
dominio della
Ferrari. Con una macchina più che mai competitiva Schumy domina il campionato dalla prima gara in Australia,
all'ultima di Suzuka.
La sua bravura e l'affidabilità della vettura sono aiutate
anche dalla fortuna come nel gran
premio della Malesia dove una pioggia improvvisa costringe tutti al cambio delle
gomme nei primi giri della gara. Al box Ferrari è il caos, Schumacher aspetta
pazientemente il suo turno dietro a Barrichello come se fosse dal benzinaio, l'azzardo di
montare gomme intermedie si rivela vincente perché le due Ferrari superano tutti
e vincono, oppure come a Barcellona dove Schumy non insiste e si accontenta di un secondo posto alle spalle di
Hakkinen, ma nell'ultimo giro si rompe il motore della McLaren e Michael vince
aprendosi così la strada
per la conquista del suo 4° titolo mondiale.
Al Nüerburgring e in Francia,
Schumacher è
inseguito dal fratello Ralf ma la superiorità della Ferrari è schiacciante; la
ciliegina sulla torta arriva in Ungheria dove Michael scatenato dall'inizio alla
fine conquista il suo 4° titolo mondiale, il 2° con la Ferrari con 3
gare di anticipo; a completare
la festa sul podio c'è anche il 2° posto di Barrichello.
I due sul podio
giustamente cantano insieme "We are the champions".
Con i suoi nove successi della stagione
Michael diventa il pilota con più vittorie in Formula 1 portandosi a quota 53
(contro i 51 di Prost).
Ad impreziosire ulteriormente la stagione giungono 11 pole
position (record personale) e 3 giri veloci. Ad eccezione del gran premio d'Italia (dove è
giunto 4°), Schumacher, quando non ha vinto, ha sempre chiuso al 2° posto
(ben 5 volte). I suoi 123 punti complessivi rappresentano un record, soprattutto considerando che David Coulthard
(2° in classifica) ne ha ottenuti solo 65.
Il compagno di team Rubens
Barrichello ha centrato un buon 3° posto nel Mondiale Piloti, a soli 9 punti da
Coulthard.
Per la Ferrari è stato un 2001
indimenticabile, con il record di punti stagionali (179), di pole (11) e con
almeno un pilota a podio in ogni gran premio. La scuderia di Maranello è così
arrivata a 36 gare consecutive con un pilota piazzato tra i primi 3.
2002 dominio totale
Se il 2001 è stato semplice, il
2002 si può dire una passeggiata.
Ma questa non
è la prima volta che una scuderia di Formula
1 domina interamente il campionato, già in passato McLaren e Williams, sono
anch'esse riuscite ad imporre la loro supremazia sulla concorrenza in un
determinato periodo.
Tuttavia nel 2002 la
Ferrari ha stabilito record a ripetizione, ottenendo dei risultati che
sicuramente rimarranno imbattuti nella storia dell'automobilismo mondiale per
molto tempo. I numeri di questa stagione infatti parlano da soli: 221 punti nel
campionato costruttori, è la cifra che si ottiene se si sommano i punti segnati
da tutte le altre scuderie.
Fin dalla sua presentazione la F2002 ha
suscitato un coro di apprezzamenti, già nel suo primo test
Michael Schumacher ha polverizzato i record del circuito di Fiorano.
Nei primi gran premi corre
ancora con la vecchia vettura la F2001, la cui affidabilità sembra incredibile,
ma è ancora nettamente superiore a quella di tutte le altre vetture.
Con l'ingresso della F2002, in Brasile, le altre scuderie devono arrendersi all'evidenza: la Ferrari e Schumacher
sono invincibili, soltanto un potere superiore alle forze umane potrebbe
impedire loro di vincere nuovamente il mondiale. Su 17 gran premi disputati
la Ferrari ne vince 15, battendo ogni record precedente.
La conquista del titolo mondiale stavolta
arriva a tempo di record durante l'undicesima giornata nel gran premio di
Francia. Schumacher si aggiudica così il suo 5° titolo mondiale eguagliando il
primato di Juan Manuel Fangio: Alla fine della stagione ha ottenuto 11
vittorie e 144 punti stagionali, infrangendo i relativi primati (che peraltro
gli appartenevano) e salendo sul podio in tutti i 17 gran premi. Solo
Barrichello è riuscito talvolta ad insidiare Michael, vincendo 4 volte e
piazzandosi al 2° posto nella classifica del mondiale. Tuttavia l'abissale
distacco (67 punti) dal compagno di team evidenzia come la lotta per il titolo
sia stata puramente teorica.
2003 Schumacher-Ferrari: imprese leggendarie
Impossibile ripetere il dominio totale del 2002, ma nonostante tutto la Ferrari
si è dimostrata ancora la più forte aggiudicandosi sia il
titolo costruttori, sia il titolo piloti.
Dopo un avvio di campionato incerto in cui ha dominato la McLaren, dal gran
premio di San Marino il gradino più alto del podio è stato occupato da
Schumacher; il periodo estivo (ad eccezione di Silverstone dove uno splendido
Barrichello ha dettato legge), ha visto la bella rimonta della Williams grazie
anche alla performance delle gomme Michelin.
E' negli ultimi 3 gran premi della stagione che la Ferrari ha dato il meglio di
se con due vittorie di Schumacher che lo hanno portato ad un punto della gloria.
Suzuka ultimo atto: McLaren e Ferrari tentano il tutto per tutto per ottenere il
titolo piloti, così come sempre Ferrari e Williams si contendono il titolo
costruttori; la splendida vittoria di Barrichello ha consegnato il titolo piloti
a Schumacher e il 13° titolo costruttori alla Ferrari.
Cinque titoli costruttori consecutivi come nessun'altro è riuscito a fare e il
6°titolo per Michael Schumacher che battendo il record di Fangio è diventato una
leggenda della Formula 1.
2004 risultati senza precedenti
Si pensava fosse impossibile ripetere i risultati del
2002, ma impossibile è una parola che non va più usata perché nel 2004 la
Ferrari ha raggiunto risultati impensabili.
Nonostante i nuovi regolamenti le altre scuderie si sono dovute arrendere
all'evidenza: la Ferrari è invincibile; e come uno schiacciasassi procede
per la sua strada per la conquista del mondiale.
Su 18 gran premi disputati ne vince 16, battendo i record stabiliti nel
2002. Dall'inizio alla fine del campionato è stato un dominio assoluto, le
mancate vittorie del gp i Montecarlo e del Brasile possono solo essere
considerati dei lapsus in questo strapotere.
Come alcuni piloti anno affermato quest'anno c'era un solo gradino a
disposizione delle altre scuderie perché nella maggior parte dei casi due
gradini erano occupati da loro: Michael Schumacher e Rubens Barrichello.
Quattordici vittorie di Schumacher e 2 vittorie di Barrichello insieme ad
una collezione interminabile di secondi e terzi posti hanno portato il 14°
titolo costruttori a Maranello e il 7° titolo piloti al fuoriclasse
tedesco che continua a stabilire nuovi record imbattibili se non da lui
stesso.