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John Surtees nato il 11/02/1934 a Tatsfield (Gran Bretagna)
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Non era mai successo prima, non è
più accaduto ed è altamente improbabile che accada ancora: che un pilota, dopo
essere diventato campione del mondo di motociclismo, si fregi della corona
iridata anche con le quattro ruote, esattamente in Formula 1.
Protagonista
di questa impresa unica nella storia delle competizioni, John Surtees.
Prima di
passare all'automobilismo, l'inglese aveva corso con le due ruote (gavetta
classica del mondo delle corse dagli inizi del secolo fino agli anni sessanta e
che aveva percorso anche Mike Hailwood arrivando però solo al titolo europeo di
Formula 2 nel '72), svettando per ben sette volte nel campionato del mondo con
l'italiana MV Agusta.
Ed è sempre l'Italia a consentire a Surtees di primeggiare
anche in Formula1, visto che John conquista il titolo iridato con l'italianissima
Ferrari nel 1964.
Nella stagione successiva, non c'è nulla da fare per nessuno
contro lo strapotere della
Lotus e di
Jim Clark, e la
Ferrari deve segnare il
passo, con Surtees che ottiene come miglior risultato un secondo posto nella
gara in Sud Africa. Nel corso della stagione, l'armonia fra il pilota inglese e
il team modenese, va sempre più deteriorandosi coinvolgendo
Bandini, suo
compagno di squadra, e Eugenio Dragoni, direttore sportivo, per esplodere
clamorosamente nel '66: dopo solo due gran premi, Surtees viene infatti
licenziato in tronco accusato di fornire informazioni preziose alla concorrente
Lola per la realizzazione di una vettura Sport.
Si chiude così fra mille
polemiche il rapporto fra il Cavallino rampante e John Surtees, una
collaborazione che Enzo Ferrari ha tratteggiato in questo modo nel suo "Piloti
che gente": "Sono note le mie simpatie per gli ex motociclisti, che hanno
esperienza, conoscenza meccanica, pratica di velocità, senso agonistico e, non
ultima, operosità di umile lavoro.
John Surtees era uno di questi ex e compendiava tutte le grandi capacità che ho
elencato. Di John mi piaceva la tecnica, la passione, lo spirito che in parti
uguali e senza risparmio profondeva nella competizione. Mi piaceva la sua
serietà: studiava la corsa e si preparava con conoscenza e impegno; attento a
ogni particolare, meticoloso, osservava gli avversari, le macchine, le
caratteristiche della pista, sempre alla ricerca del particolare da sfruttare,
del dettaglio da risolvere a proprio vantaggio. E così era anche nei confronti
della sua macchina: non era mai contento, perché sapeva che in meccanica c'è
sempre "qualche cosa d'altro" che si può scovare, in barba alla logica e al
calcolo esatto.
In corsa, Big John
viveva la competizione minuto per minuto. Dopo essere stato un grande campione
sulle due ruote - sette volte mondiale - conquistò con la Ferrari 158 il titolo
mondiale nel 1964. Ebbe poi un grave incidente in Canada, ma in poco tempo
ritornò sulle piste.
Divorziò dalla Ferrari nel 1966, e poteva essere con
facilità il suo secondo alloro mondiale sulle quattro ruote. Inutile ricordare
come e perché si giunse a una separazione che spiacque agli sportivi, nè
desidero rievocare certi aspetti polemici che John assunse nei confronti del
compagno di squadra Bandini, del direttore sportivo Dragoni e dei tecnici del
reparto corse".
Campione del Mondo con la Ferrari nel 1964
| Carriera | Con la Ferrari | |||
| Gran premi disputati | 112 | 30 | ||
| Gran premi vinti | 6 | 4 | ||
| Prima vittoria | Germania 1963 | Germania 1963 | ||
| Mondiali vinti | 1 | 1 | ||
| Pole position | 8 | 4 |