Le Mille Miglia
La nascita
Chissà se Nando Minoja, pilota della O.M., nel piombare vincitore in viale Venezia, alle sei del mattino del 27 marzo 1927, mentre Brescia ancora dormiva, attendendo le vetture di ritorno dalla prima Coppa della Mille Miglia molte ore più tardi, avrà anche solo minimamente immaginato di aver impresso il primo sigillo di una leggenda destinata a sopravvivere ai suoi ideatori e protagonisti. La bramosia di una grande competizione era nata, solo un anno prima, in due giovani rampolli della nobiltà bresciana, Aymo Maggi, ventitreenne e Franco Mazzotti, ventiduenne. I due ogni settimana si recavano (a bordo delle loro Bugatti e Isotta Fraschini) gareggiando con il treno "diretto" a Milano, in quello che era il covo degli appassionati di automobilismo: il Biffi in Galleria. Qui tra semplici entusiasti, giornalisti sportivi ed i campioni di passaggio, Nuvolari, Borzacchini, Brilli Peri, Varzi, Danese, decisero di far qualcosa per restituire a Brescia il ruolo che le competeva nel mondo dell'automobilismo. Presero contatto, nel dicembre del 1926, con un altro bresciano, Renzo Castagneto, trentaquattrenne, uomo di innate doti organizzative e di spettacolo, Segretario della costituenda sede bresciana del RACI, Regio Automobile Club d'Italia (della quale Mazzotti sarebbe stato designato presidente), ed il trentino, milanese d'adozione, Giovanni Canestrini, trentaduenne, redattore della Gazzetta dello Sport, primo giornalista specializzato d'automobilismo.
Il sogno
Composto il gruppo, poi noto come I "Quattro Moschettieri", ipotizzarono diverse soluzioni. Vivevano in un decennio di grandi ardimenti: erano gli anni delle imprese gloriose, dalle spedizioni in dirigibile di Nobile al Polo Nord, alla trasvolata di Lindbergh sull'Atlantico, di record di velocità per cielo, per mare e per terra. Le brillanti gesta sportive accendevano d'entusiasmo i nostri giovani "Moschettieri". Scartata l'idea di riprendere alcune delle famose gare automobilistiche bresciane del passato (la "Grande Corsa su strada" del 1899, le celeberrime "settimane" di inizio secolo, le "Corse di Brescia" del 1905, gara per la quale venne assegnata la prima "Coppa Florio"), dovettero accantonare anche il proposito di ridare vita al Circuito di Brescia, noto come "Fascia d'Oro", approntato nella brughiera tra Montichiari e Ghedi, lungo il quale era stato disputato il primo "Gran Premio d'Italia", dato che il bresciano Arturo Mercanti (mai perdonato dai concittadini, tanto da prender parte alla Mille Miglia con lo pseudonimo di "Frate Ignoto"), intuendo il successo delle corse in circuito, aveva da poco inaugurato l'Autodromo di Monza. Non potendo ripetere un "Giro d'Italia", disdegnando di imitare una gara di regolarità, per quanto durissima, come la "Coppa delle Alpi", apparve evidente la necessità di creare qualcosa di assolutamente nuovo e sensazionale.
La sfida
Il percorso ideale, duro e selettivo (debbono essere tenute in considerazione le condizioni delle strade dell'epoca e la scarsa affidabilità delle vetture), venne presto individuato: Brescia-Roma-Brescia. Tale percorso rispondeva ad alcuni requisiti fondamentali: coinvolgeva mezza penisola offrendo la possibilità di scelta tra più tracciati, seguiva il costume del periodo che pretendeva di far convergere tutto sulla capitale e, cosa più importante, assegnava a Brescia, il ruolo di protagonista. Non restava che trovare un nome alla gara; Franco Mazzotti, reduce da alcune gare automobilistiche negli Stati Uniti, accorgendosi che il percorso sviluppava circa 1600 km, propose immediatamente "Coppa delle Mille Miglia". L'unica opposizione venne dal timore di essere accusati di esterofilia, ma Canestrini ricordò come anche l'Impero Romano fosse misurato in miglia e il nome fu approvato.
Il successo
La Mille Miglia era ufficialmente nata. Presero così il via i lavori di preparazione, tra una serie di difficoltà e malumori superati grazie al supporto della stampa milanese (la "rosea" si schierò con i nostri quattro fin dall'inizio) e soprattutto all'appoggio politico di Augusto Turati, un bresciano allora segretario del Partito Nazionale Fascista. Ebbe così inizio un'epopea che vide, nelle tredici edizioni anteguerra e nelle undici dal '47 al '57, i campioni più celebrati e le migliori automobili confluire a Brescia da ogni parte del mondo per schierarsi, agli ordini di Castagneto, nel punto che i corrispondenti forestieri amavano chiamare viale Rebuffone, confondendolo con viale Venezia, oggi delle Mille Miglia.
Intro
Dopo i rallyes Mille Miglia, Laghi, Lecco e Cremona, la Coppa Italia torna a distribuire punti pesanti sulle strade bresciane, quelle stesse strade, che ripercorse, è un poco come ripercorrere la straordinaria avventura dell'automobile, inserendola oggi in un'altra magica avventura rappresentata dal Rally delle Valli Bresciane. La gara, è come sempre fortemente voluta dagli operosi uomini della Scuderia Bresciarally che, alla fine di quest'anno festeggerà il ventisettesimo anniversario d'attività agonistica. Nonostante l'estrema vicinanza con il rally Circuito di Cremona in calendario appena sette giorni prima (un fatto questo il quale dovrebbe far riflettere gli stesori dei calendari agonistici), si presenta puntualmente carica di quel blasone costruito con anni di esperto lavoro. Ad ospitare la sede operativa di questo 14° Valli Bresciane saranno ancora una volta gli idonei spazi del Centro Fiera di Montichiari, in grado di offrire quanto di più funzionale che: piloti, teams e appassionati possano desiderare grazie agli ampi parcheggi, ristorante, bar e servizi aperti per tutta la durata della manifestazione.
Le prime vittorie
Quattordici edizioni (13 archiviate ed una nel pieno della macchina organizzatrice), vissute intensamente da Eligio Butturini "presidentissimo" del sodalizio bresciano e dal suo staff. Un'avventura iniziata nel 1988 quando fu la Mercedes 190 dell'idolo di casa "Ciccio" Dionisio ad inaugurare un albo d'oro destinato negli anni ad ospitare solo nomi di alto prestigio, a sfrecciare davanti alle BMW M3 di Bianchi e Barbieri. Proseguita poi nell'era delle imbattibili Delta e degli altrettanti performanti piloti: Fassitelli, Dallavilla, Grazioli e Mazzoli i quali s'imposero nell'ordine dal 1989 al 1992. La positiva serie delle Lancia Delta venne interrotta nel 1993 dal comasco Emilio Agostoni con la Ford Escort Cosworth. Le successive edizioni del 1994 e 1995 si vissero sotto l'egida Cobrelli. Il "Cobra", sempre affiancato da Bernardi vinse; prima con la Delta e poi con l'Escort un rally ormai entrato a pieno diritto tra le manifestazioni di maggior risonanza. Fu invece il giovane e veloce varesino Felice Re con al fianco, sulla verde Clio Maxi di Conti, Roberto Mometti ad aggiudicarsi l'edizione del "96" mentre, l'anno dopo, toccò Busseni portare per la prima volta alla vittoria una Toyota in questa gara, la Celica 205. Ancora una Toyota nel 1998, è quella pilotata da "Ciccio" Dionisio, il quale, dopo un decennio tornava a vincere sulle sue strade una gara alla quale è particolarmente legato in modo affettivo. Finale a sorpresa nel 1999, prima vittoria assoluta a 67 anni per Renato Pasquali, sulla Megané ex Autorel pilotata dal figlio Romano, un successo arrivato complice le disavventure nelle quali sono incappati altri quattro pretendenti al successo finale. Per l'equipaggio della Val Trompia si è trattato del coronamento di un sogno. Come nell'edizione del 2000 che arrise alla Clio Maxi di Giampietro Antonelli e Federico Comadini permettendo loro l'avverarsi di un sogno, scrivere nell'albo d'oro del rally il proprio nome, insieme a quelli mitici di Dallavilla, Busseni, "Cobra", Dionisio e tanti altri che hanno scritto delle pagine di storia nell'automobilismo sportivo italiano. Senza discussione il dominio tra le vetture di produzione per Giusy Damioli navigato sulla Mitsubishi da Moira Terzi il quale, pur tolto di classifica a fine gara per la carreggiata posteriore della vettura risultata più larga del consentito di 5 millimetri, lasciò il traguardo, gli organizzatori i tecnici e gli amici con il suo cordiale sorriso sulle labbra, fu l'ultimo, prima che un tragico volo lo negasse per sempre alle strade dei rally e a quelle ben più importanti della vita.
Aspetto tecnico
Venendo all'aspetto tecnico della gara, Il 14° Rally Valli Bresciane, oltre alla validità per la Coppa Italia di II Zona è anche valido per l'undicesimo Challenge Italiano delle Polizie e per la prima volta viene istituito il Trofeo Pepolino + Speed, il quale sarà assegnato a chi vincerà il maggior numero delle prove speciali in programma. Quattrocento i chilometri di gara, 74 dei quali di prove speciali (4 da ripetere) tra le più classiche che il territorio bresciano possa offrire. Il percorso rispecchia a grandi linee quello dell'ultima edizione. Partenza dal Centro Fiera di Montichiari sabato 28 luglio alle ore 22,01 e arrivo, sempre a Montichiari alle 09,50 di domenica 29 luglio. Novità importante è l'inserimento della speciale di Bione di 5,650 chilometri, la prima e quinta in programma, in sostituzione della classica di Treviso Bresciano interrotta al traffico. Questa prova sarà affrontata dai concorrenti alle 23,19 di sabato 28/7 per il primo passaggio e nuovamente alle 04,31 di domenica mattina 29 luglio. I 14,100 chilometri della Capovalle sono cronologicamente la seconda e sesta prova speciale in programma con il primo passaggio alle ore 0,04 e il secondo alle 5,16 di domenica 29. E' una prova molto tecnica dal fondo stradale abrasivo con tratti di guida delicata tra rocce insidiose dove occupa un'importanza rilevante il perfetto feeling tra pilota e navigatore. I nove chilometri della Bagolino rappresentano la terza e settima prova in programma con i passaggi dei concorrenti tutti di domenica; all'1,57 il primo e alle 7,09 il secondo. E' la frazione cronometrata che vanta il maggior dislivello, ben 900 metri a vantaggio delle vetture più potenti ma, la sede stradale assai limitata permetterà anche alle più "piccole" di difendersi adeguatamente. La quarta e ottava prova in ordine cronologico è la classica Lodrino di 7 chilometri che ha sempre premiato chi ha veramente il "manico", è una prova veloce, caratterizzata da alcuni tornanti che rompono il ritmo. Tutto ciò verrà ufficialmente presentato dalla Bresciarally a stampa e addetti ai lavori nella serata di martedì 24 luglio presso il ristorante "La Vedetta" di Brescia.