Il mondiale 2003


La vettura (F2003-GA / Ferrari 052)

Benché i pneumatici ne abbiano talvolta condizionato il rendimento, si è rivelata competitiva (grazie ad un super motore) ma soprattutto affidabile, considerando che, dei pochi ritiri stagionali, soltanto uno (in Ungheria) è dipeso da un effettivo guasto: il cedimento della sospensione posteriore occorso a Barrichello. La squadra, al solito determinata e risoluta davanti alle impreviste difficoltà, ha mantenuto sempre alta la concentrazione ed ha svolto un lavoro impeccabile. Mondiale Costruttori: FERRARI Campione con 158 punti
I PILOTI:
M. Schumacher: Dopo aver dominato la stagione 2002 eguagliando Fangio, ha iniziato in sordina il 2003 tanto che più o meno tutti hanno colto l’occasione per subissarlo di critiche…ha perso smalto e motivazioni… sta invecchiando…non è più quello di una volta. Michael, provato anche dalla morte della madre, ha risposto con i fatti, infilando una tripletta (San Marino-Spagna-Austria) e riprendendosi la leadership del Mondiale. La flessione estiva, culminata nelle disfatte in Germania ed Ungheria, ha dato nuova linfa a critici ed antagonisti, come Montoya, pronosticato vincitore del Campionato ai danni del tedesco, dichiarato ormai finito. Il resto, come si suol dire, è storia nota con Schumacher che vince in Italia e negli Stati Uniti, suggellando in Giappone il suo sesto titolo iridato, a dispetto di un regolamento discutibile ma non in grado di far cambiare il vento della F1. Mondiale Piloti: Campione con 93 punti
R. Barrichello: Si è reso protagonista di un Campionato regolare e consistente, anche se condizionato da qualche inconveniente di troppo (su tutti il ritiro in Brasile, quando era al comando, per la fine della benzina). Ha collezionato numerosi podi nella prima metà della stagione, tra cui il 2’ posto in Malesia, fino a conquistare la vittoria in Inghilterra (20 luglio) con una prestazione travolgente; Rubens, come il suo compagno di squadra, è in seguito incappato in un agosto particolarmente negativo, un vero e proprio passaggio a vuoto che ha però cancellato con il gran finale di Suzuka. A suo dire ha disputato il Mondiale migliore della carriera. Mondiale piloti: 4’ con 65 punti
 


La vettura (Williams FW25 / Bmw P83)

Nonostante un motore da circa 20.000 giri ed un passo più corto, ha trovato competitività e prestazioni solo nella fase centrale del Campionato, anche grazie al sorprendente rendimento delle gomme Michelin sulle bollenti piste abrasive. La squadra invece, come da recente tradizione, non è apparsa all’altezza, condizionando spesso i piloti con scelte discutibili. Mondiale Costruttori: WILLIAMS 2a con 144 punti
I PILOTI:
J.P. Montoya: Opaco ed impacciato nei primi Gran Premi (se si esclude il 2’ posto in Australia, vittoria mancata proprio per un suo errore), ha iniziato per davvero il Campionato a Montecarlo, conquistando la gara e la fiducia necessaria per rimontare in Classifica: infatti nelle 6 corse successive il colombiano ha raccolto ben 3 secondi posti, due terzi ed un'altra affermazione (ad Hockenheim), portandosi ad un solo punto dal leader Schumacher. Tuttavia, la proverbiale incapacità di mantenersi lucido e razionale nei momenti delicati non gli ha consentito lo spunto decisivo, il colpo di reni necessario alla conquista del titolo, allontanatosi matematicamente ad Indianapolis. Mondiale Piloti: 3’ con 82 punti
R. Schumacher: Sempre a punti nei primi 7 Gran Premi dell’anno (anche se in posizioni di rincalzo), ha raggiunto l’apice a metà stagione, ottenendo il 2’ posto in Canada ed aggiudicandosi due gare di fila (Gp Europa e Francia). A quel punto anche il tedesco sembrava un legittimo pretendente per la corsa al titolo, ma non è riuscito a dare continuità ai risultati, racimolando nelle ultime 5 corse solo un 9’, un 4’ ed un 12’ posto, senza poter fornire nemmeno un buon contributo alla Williams nel Campionato Costruttori. In occasione del Gp d’Italia, Ralf è stato rimpiazzato da Genè per i postumi di un incidente occorsogli nei test pre-gara. Mondiale Piloti: 5’ con 58 punti
 


La vettura (MP4-17D / Mercedes F0110M)

Considerando che non sarebbe stata impiegata per più di qualche gara, in attesa della nuova MP4-18, ha offerto prestazioni sorprendenti, superiori alle aspettative; sebbene a Woking lamentassero la pesantezza e le troppe vibrazioni del propulsore, si è rivelata anche piuttosto affidabile, tanto che Raikkonen ha potuto lottare fino alla fine per il Campionato. La squadra ha svolto un buon lavoro, ed avrebbe meritato il secondo posto nella classifica dei Costruttori. Mondiale Costruttori: MCLAREN 3a con 142 punti
I PILOTI:
K. Raikkonen: E’ stato davvero bravo questo finlandese poco loquace, arrivato in Formula1 appena 2 anni fa con una licenza a termine. Per tutta la stagione ha duellato al vertice, mantenendo per qualche gara anche il comando della Classifica Mondiale. L’avvio del Campionato è stato ottimo, caratterizzato dal successo malese, l’unico del 2003, e da un paio di secondi posti, che alla fine saranno ben 7. Raikkonen ha poi subito il prepotente ritorno di Schumacher, ma si è sempre dichiarato fiducioso sulle possibilità di conquista del titolo: in effetti la 2a posizione ottenuta in Ungheria lo ha portato a 2 lunghezze dal tedesco, rendendo la competizione ancora più aperta ed emozionante; tuttavia i risultati successivi, il 4’ ed il 2’ posto nei Gp d’Italia e degli Stati Uniti vinti dal pilota tedesco della Ferrari, hanno affossato Kimi, costringendolo a riprovarci nel 2004. Mondiale Piloti: 2’ con 91 punti
D. Coulthard: Nonostante l’insperata vittoria nel Gp inaugurale, ha disputato un Mondiale poco entusiasmante, offrendo un rendimento lontano anni luce da quello del compagno di squadra. Da segnalare, oltre al rocambolesco successo australiano, solo il 2’ posto in Germania (ereditato nel finale da Schumacher) ed il 3’ in Giappone. Se avesse lavorato con maggior determinazione e continuità, avrebbe senz’altro aiutato la McLaren a conquistare la seconda piazza fra i Costruttori. Mondiale Piloti: 7’ con 51 punti
 


La vettura (Renault R23 / Renault RS23)

Dopo un anno di transizione e adattamento (ha debuttato infatti all’inizio del 2002), si è proposta come insidiosa outsider nella contesa iridata, puntando soprattutto su agilità del telaio, novità aerodinamiche (muso spiovente) ed efficacia della trazione. La squadra ha lavorato bene, guadagnandosi con merito il 4’ posto nel Mondiale Costruttori. Mondiale Costruttori: RENAULT 4a con 88 punti
I PILOTI:
J. Trulli: Ha disputato un buon campionato, sebbene sia stato perseguitato dalla solita sfortuna: infatti, vuoi per rotture meccaniche, vuoi per inconvenienti paradossali, non sempre è riuscito a capitalizzare i buoni risultati ottenuti nelle libere e nelle qualifiche. Il pilota abruzzese ha comunque raccolto punti e soddisfazioni che gli mancavano da troppo tempo, come il podio (3’) in Germania ed il brillante 4’ posto negli Stati Uniti. Mondiale Piloti: 8’ con 33 punti
F. Alonso: Il 2003 è stato un po’ anche il suo anno, dal momento che ha ottenuto la prima vittoria della carriera al Gp d’Ungheria (oltre alla prima pole in Malesia), battendo il precedente record di Bruce McLaren in fatto di successi precoci. Il pilota iberico si è mostrato grintoso, determinato, talvolta irriverente, e spesso ha pagato con qualche errore gli eccessi di foga o la relativa inesperienza (aveva già corso in Minardi qualche stagione fa). Da ricordare anche il 2’ posto in Spagna, davanti al suo pubblico, ed il rocambolesco 3’ posto in Brasile, che Alonso non può festeggiare sul podio a causa di un brutto incidente nel finale. Mondiale Piloti: 6’ con 55 punti
 
BAR
La vettura (BAR 005 / Honda RA003)

Anche se è stata costretta più volte a fermarsi a causa della sua proverbiale fragilità, ha messo in mostra buon potenziale e prestazioni incoraggianti, frutto dell’impegno Honda e del tecnico aerodinamico Willis. Il livello di competitività raggiunto, unitamente al meritato 5’ posto della squadra fra i Costruttori, rende il 2003 un’annata piuttosto positiva, parziale rimedio agli insuccessi passati. Mondiale Costruttori: BAR 5a con 26 punti
I PILOTI:
J. Villeneuve: Sul suo deludente rendimento hanno pesato sia le pressioni legate all’esoso contratto da rinnovare, sia un calo del mordente agonistico, dovuto alla frustrazione di non poter competere per la vittoria. Il pilota canadese ha vissuto una stagione infelice, caratterizzata da molti ritiri, poche soddisfazioni (un paio di sesti posti) e l’umiliazione di vedersi appiedato dal team a Suzuka, in favore dell’idolo locale Sato. Ancora incerto il suo futuro, non necessariamente legato alla F.1. Mondiale Piloti: 14’ con 6 punti
J. Button: Si è inserito spesso nel lotto dei primi, dimostrando finalmente livelli di maturità e competitività del tutto adeguati alla F1. Jenson, pilota aggressivo e sempre più consistente, ha collezionato due brillanti quarti posti (in Austria e, dopo aver tenuto il comando, negli Stati Uniti) oltre ad altri piazzamenti fra i punti, contribuendo in maniera decisiva al buon piazzamento finale della BAR nel Mondiale Marche. Mondiale Piloti: 9’ con 17 punti
 
SAUBER
La vettura (Sauber C22 / Petronas 03A)

Benchè completamente rivista, in quanto più stretta e leggera, verrà ricordata come la lontana parente della macchina che faceva sfracelli non più di due stagioni fa, o forse non verrà ricordata affatto proprio per il suo scarso rendimento. Nervosa e difficile da mettere a punto, ha lasciato a desiderare sia in termini di prestazioni sia in fatto di affidabilità. Peter Sauber attende con fiducia il 2004: avrà nuovi piloti e un’auto ancor più targata Ferrari. Mondiale Costruttori: SAUBER 6a con 19 punti
I PILOTI:
N. Heidfeld: Il suo è stato un Mondiale scialbo, l’unico risultato di rilievo è rappresentato dal 5’ posto al Gran Premio degli USA. Tempo fa il tedesco veniva soprannominato “Nick the quick”, ma quest’anno ha smentito i suoi estimatori con prove incolori, frutto di una motivazione in calo vertiginoso. La prima metà della stagione è stata frustrante (diversi ritiri), mentre nelle restanti 8 gare Heidfeld ha sempre completato il percorso, raggiungendo anche l’8a piazza al Nurburgring. Mondiale Piloti: 14’ con 6 punti
H.H. Frentzen: Ha parzialmente riscattato nel finale, è 3’ nel Sauber-day statunitense, una stagione molto simile a quella del compagno di squadra, caratterizzata da tanti ritiri e pochi risultati utili. Durante l’anno il pilota tedesco, probabilmente perché certo di non essere riconfermato, è apparso apatico e svogliato, privo di mordente e “cattiveria”, incapace anche di far valere il suo enorme bagaglio di esperienza. Nel 2004 dovrebbe approdare al DTM. Mondiale Piloti: 11’ con 13 punti
 
JAGUAR
La vettura (Jaguar R4 / Cosworth CR-5)

Forte di una tecnologia collaudata, di un discreto propulsore e dei pneumatici Michelin, ha rappresentato, rispetto alle stagioni scorse, una buona inversione di tendenza, dimostrandosi abbastanza competitiva ed affidabile per lo meno alla pari delle squadre di seconda fascia. La squadra si è disimpegnata piuttosto bene, accarezzando a lungo l’idea di raggiungere il 5’ posto fra i Costruttori, sfumato poi a favore della BAR. Mondiale Costruttori: JAGUAR 7a con 18 punti
I PILOTI:
M. Webber: Ha confermato quanto di buono messo in mostra alla Minardi nel 2002, trascinando praticamente da solo il team Jaguar. Veloce, aggressivo, determinato, ha schiacciato i due compagni di squadra che gli si sono alternati al fianco (prima l’incerto Pizzonia, poi Wilson), offrendo complessivamente buone prestazioni in prova ed in gara. Il pilota australiano è andato a punti in 7 circostanze, soprattutto grazie alla frequenza del 6’ e del 7’ posto. Mondiale Piloti: 9’ con 17 punti
J. Wilson: Sfornato anche lui dalla scuderia Minardi, non ha ripetuto l’exploit di Webber, riuscendo a conquistare un solo punto stagionale (è 8’ in USA); è vero che ha cambiato scuderia solo a metà campionato (per sostituire Pizzonia), tuttavia ha mostrato qualche incertezza di troppo oltre ad un rendimento inferiore alle aspettative. Difficile la riconferma per il 2004. Mondiale Piloti: 19’ con 1 punto
 

La vettura (Toyota TF103 / Toyota RVX-03)

Ha perso il confronto diretto con la “cugina” BAR, offrendo prestazioni inferiori alle aspettative, considerando quanto abbia investito la casa nipponica nel progetto F1. Qualche sprazzo di competitività si è visto, soprattutto grazie al nuovo propulsore alleggerito e potenziato, ma non ha portato grandi risultati. Mondiale Costruttori: TOYOTA 8a con 16 punti
I PILOTI:
O. Panis: E’ incappato in un’annata storta, la cui prima metà è stata davvero deprimente (continui ritiri), mentre la seconda si segnala soprattutto per il 5’ posto in Germania. Panis ha sfoderato la solita grinta, soprattutto nelle sessioni di prove, ma non è quasi mai riuscito a concretizzare il buon lavoro svolto all’inizio dei week-end. Mondiale Piloti: 14’ con 6 punti
C. da Matta: Ha svolto un buon lavoro, collezionando risultati sensibilmente migliori di quelli del collega francese: ha persino condotto il Gp d’Inghilterra, tenendo testa ai più quotati rivali per 17 giri, prima di retrocedere al 7’ posto finale. Complessivamente, anche se inchiodato alle posizioni di rincalzo, Da Matta è stato più continuo di Panis, lamentando meno inconvenienti tecnici. Miglior risultato il 6’ posto (conquistato in Spagna ed in Germania). Mondiale Piloti: 13’ con 10 punti
 
JORDAN
La vettura (Jordan EJ13 / Cosworth CR-3)

Peggiore esemplare mai realizzato dal 1991, anno in cui Eddie Jordan è entrato in Formula1, si è rivelato, nonostante fosse stato concepito nel segno dell’essenzialità, un mezzo carente sotto tutti i punti di vista: motore dalla potenza ridotta, telaio poco agile, affidabilità uguale a zero. La squadra, poi, ha fatto di tutto per rendere il quadro ancora più nero, macchiandosi di errori grossolani e scelte cervellotiche nelle strategie. Tutto ciò è il frutto delle gravi difficoltà economiche in cui è incappato il patròn irlandese. Mondiale Costruttori: JORDAN 9a con 13 punti
I PILOTI:
G. Fisichella: Ha attraversato una stagione a dir poco drammatica, costellata di insuccessi ed amarezze, in parte mitigate dall’incredibile vittoria in Brasile, risultato miracoloso ottenuto in circostanze piuttosto particolari. Fisico ha dovuto lottare tutto l’anno con una macchina fragile e difficile da governare, cercando di ovviare ai problemi con l’esperienza, il talento e la professionalità, doti che solo in due casi gli hanno regalato punti: ad Interlagos, come detto, e negli Stati Uniti (7’ posto). Gli italiani sperano vivamente che il romano possa rifarsi nel 2004 alla Sauber. Mondiale Piloti: 12’ con 12 punti
R. Firman: Nemmeno lui è stato risparmiato dal calvario Jordan, anche se, soprattutto a causa dell’inesperienza, si è arreso quasi subito. L’irlandese infatti ha raggiunto la zona punti (8a posizione) in un’unica circostanza, al Gran Premio di Spagna, più per le sventure altrui che per i propri meriti; per il resto, solo ritiri e qualche svarione di troppo. Ha saltato anche due Gran Premi, sostituito da Zsolt Baumgartner, a causa di un brutto incidente durante il warm-up in Ungheria. Mondiale Piloti: 19’ con 1 punto
 
MINARDI
La vettura (MINARDI COSWORTH)

Se nel 2002 è riuscita, con un po’ di fortuna, ad entrare in zona punti almeno una volta, quest’anno ha faticato un po’ in tutti i circuiti, evidenziando un netto regresso dal punto di vista telaistico e motoristico. Dotata di una nuova elettronica, è stata sì più consistente rispetto al passato, arrivando al traguardo in parecchi Gran Premi, ma ha tenuto l’andatura di un taxi. Mondiale Costruttori: MINARDI non classificata, 0 punti
I PILOTI:
J. Verstappen: Si è reso protagonista di una stagione assai negativa, caratterizzata da troppi errori e poca incisività, aspetti non consoni ad un veterano come lui. Jos era stato assunto dalla scuderia faentina proprio per la sua esperienza, con cui si pensava potesse supplire alle magagne della vettura: cosi non è stato. Mondiale Piloti: non classificato, 0 punti
N. Kiesa: Ha portato, senza raggiungere risultati di rilievo, la macchina al traguardo in più occasioni, un dato comunque positivo per un debuttante. Il danese, ereditato il posto di Wilson, ha cercato quanto meno di fare esperienza, imparando i segreti del circus, anche se la vicinanza di un pilota più motivato di Verstappen avrebbe potuto giovargli di più. Mondiale Piloti: non classificato, 0 punti