Il mondiale 2003
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La vettura (Renault R23 / Renault RS23) Dopo un anno di transizione e adattamento (ha debuttato infatti all’inizio del 2002), si è proposta come insidiosa outsider nella contesa iridata, puntando soprattutto su agilità del telaio, novità aerodinamiche (muso spiovente) ed efficacia della trazione. La squadra ha lavorato bene, guadagnandosi con merito il 4’ posto nel Mondiale Costruttori. Mondiale Costruttori: RENAULT 4a con 88 punti I PILOTI: J. Trulli: Ha disputato un buon campionato, sebbene sia stato perseguitato dalla solita sfortuna: infatti, vuoi per rotture meccaniche, vuoi per inconvenienti paradossali, non sempre è riuscito a capitalizzare i buoni risultati ottenuti nelle libere e nelle qualifiche. Il pilota abruzzese ha comunque raccolto punti e soddisfazioni che gli mancavano da troppo tempo, come il podio (3’) in Germania ed il brillante 4’ posto negli Stati Uniti. Mondiale Piloti: 8’ con 33 punti F. Alonso: Il 2003 è stato un po’ anche il suo anno, dal momento che ha ottenuto la prima vittoria della carriera al Gp d’Ungheria (oltre alla prima pole in Malesia), battendo il precedente record di Bruce McLaren in fatto di successi precoci. Il pilota iberico si è mostrato grintoso, determinato, talvolta irriverente, e spesso ha pagato con qualche errore gli eccessi di foga o la relativa inesperienza (aveva già corso in Minardi qualche stagione fa). Da ricordare anche il 2’ posto in Spagna, davanti al suo pubblico, ed il rocambolesco 3’ posto in Brasile, che Alonso non può festeggiare sul podio a causa di un brutto incidente nel finale. Mondiale Piloti: 6’ con 55 punti |
| BAR |
La vettura (BAR 005 / Honda RA003) Anche se è stata costretta più volte a fermarsi a causa della sua proverbiale fragilità, ha messo in mostra buon potenziale e prestazioni incoraggianti, frutto dell’impegno Honda e del tecnico aerodinamico Willis. Il livello di competitività raggiunto, unitamente al meritato 5’ posto della squadra fra i Costruttori, rende il 2003 un’annata piuttosto positiva, parziale rimedio agli insuccessi passati. Mondiale Costruttori: BAR 5a con 26 punti I PILOTI: J. Villeneuve: Sul suo deludente rendimento hanno pesato sia le pressioni legate all’esoso contratto da rinnovare, sia un calo del mordente agonistico, dovuto alla frustrazione di non poter competere per la vittoria. Il pilota canadese ha vissuto una stagione infelice, caratterizzata da molti ritiri, poche soddisfazioni (un paio di sesti posti) e l’umiliazione di vedersi appiedato dal team a Suzuka, in favore dell’idolo locale Sato. Ancora incerto il suo futuro, non necessariamente legato alla F.1. Mondiale Piloti: 14’ con 6 punti J. Button: Si è inserito spesso nel lotto dei primi, dimostrando finalmente livelli di maturità e competitività del tutto adeguati alla F1. Jenson, pilota aggressivo e sempre più consistente, ha collezionato due brillanti quarti posti (in Austria e, dopo aver tenuto il comando, negli Stati Uniti) oltre ad altri piazzamenti fra i punti, contribuendo in maniera decisiva al buon piazzamento finale della BAR nel Mondiale Marche. Mondiale Piloti: 9’ con 17 punti |
| SAUBER |
La vettura (Sauber C22 / Petronas 03A) Benchè completamente rivista, in quanto più stretta e leggera, verrà ricordata come la lontana parente della macchina che faceva sfracelli non più di due stagioni fa, o forse non verrà ricordata affatto proprio per il suo scarso rendimento. Nervosa e difficile da mettere a punto, ha lasciato a desiderare sia in termini di prestazioni sia in fatto di affidabilità. Peter Sauber attende con fiducia il 2004: avrà nuovi piloti e un’auto ancor più targata Ferrari. Mondiale Costruttori: SAUBER 6a con 19 punti I PILOTI: N. Heidfeld: Il suo è stato un Mondiale scialbo, l’unico risultato di rilievo è rappresentato dal 5’ posto al Gran Premio degli USA. Tempo fa il tedesco veniva soprannominato “Nick the quick”, ma quest’anno ha smentito i suoi estimatori con prove incolori, frutto di una motivazione in calo vertiginoso. La prima metà della stagione è stata frustrante (diversi ritiri), mentre nelle restanti 8 gare Heidfeld ha sempre completato il percorso, raggiungendo anche l’8a piazza al Nurburgring. Mondiale Piloti: 14’ con 6 punti H.H. Frentzen: Ha parzialmente riscattato nel finale, è 3’ nel Sauber-day statunitense, una stagione molto simile a quella del compagno di squadra, caratterizzata da tanti ritiri e pochi risultati utili. Durante l’anno il pilota tedesco, probabilmente perché certo di non essere riconfermato, è apparso apatico e svogliato, privo di mordente e “cattiveria”, incapace anche di far valere il suo enorme bagaglio di esperienza. Nel 2004 dovrebbe approdare al DTM. Mondiale Piloti: 11’ con 13 punti |
| JAGUAR |
La vettura (Jaguar R4 / Cosworth CR-5) Forte di una tecnologia collaudata, di un discreto propulsore e dei pneumatici Michelin, ha rappresentato, rispetto alle stagioni scorse, una buona inversione di tendenza, dimostrandosi abbastanza competitiva ed affidabile per lo meno alla pari delle squadre di seconda fascia. La squadra si è disimpegnata piuttosto bene, accarezzando a lungo l’idea di raggiungere il 5’ posto fra i Costruttori, sfumato poi a favore della BAR. Mondiale Costruttori: JAGUAR 7a con 18 punti I PILOTI: M. Webber: Ha confermato quanto di buono messo in mostra alla Minardi nel 2002, trascinando praticamente da solo il team Jaguar. Veloce, aggressivo, determinato, ha schiacciato i due compagni di squadra che gli si sono alternati al fianco (prima l’incerto Pizzonia, poi Wilson), offrendo complessivamente buone prestazioni in prova ed in gara. Il pilota australiano è andato a punti in 7 circostanze, soprattutto grazie alla frequenza del 6’ e del 7’ posto. Mondiale Piloti: 9’ con 17 punti J. Wilson: Sfornato anche lui dalla scuderia Minardi, non ha ripetuto l’exploit di Webber, riuscendo a conquistare un solo punto stagionale (è 8’ in USA); è vero che ha cambiato scuderia solo a metà campionato (per sostituire Pizzonia), tuttavia ha mostrato qualche incertezza di troppo oltre ad un rendimento inferiore alle aspettative. Difficile la riconferma per il 2004. Mondiale Piloti: 19’ con 1 punto |
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La vettura (Toyota TF103 / Toyota RVX-03) Ha perso il confronto diretto con la “cugina” BAR, offrendo prestazioni inferiori alle aspettative, considerando quanto abbia investito la casa nipponica nel progetto F1. Qualche sprazzo di competitività si è visto, soprattutto grazie al nuovo propulsore alleggerito e potenziato, ma non ha portato grandi risultati. Mondiale Costruttori: TOYOTA 8a con 16 punti I PILOTI: O. Panis: E’ incappato in un’annata storta, la cui prima metà è stata davvero deprimente (continui ritiri), mentre la seconda si segnala soprattutto per il 5’ posto in Germania. Panis ha sfoderato la solita grinta, soprattutto nelle sessioni di prove, ma non è quasi mai riuscito a concretizzare il buon lavoro svolto all’inizio dei week-end. Mondiale Piloti: 14’ con 6 punti C. da Matta: Ha svolto un buon lavoro, collezionando risultati sensibilmente migliori di quelli del collega francese: ha persino condotto il Gp d’Inghilterra, tenendo testa ai più quotati rivali per 17 giri, prima di retrocedere al 7’ posto finale. Complessivamente, anche se inchiodato alle posizioni di rincalzo, Da Matta è stato più continuo di Panis, lamentando meno inconvenienti tecnici. Miglior risultato il 6’ posto (conquistato in Spagna ed in Germania). Mondiale Piloti: 13’ con 10 punti |
| JORDAN |
La vettura (Jordan EJ13 / Cosworth CR-3) Peggiore esemplare mai realizzato dal 1991, anno in cui Eddie Jordan è entrato in Formula1, si è rivelato, nonostante fosse stato concepito nel segno dell’essenzialità, un mezzo carente sotto tutti i punti di vista: motore dalla potenza ridotta, telaio poco agile, affidabilità uguale a zero. La squadra, poi, ha fatto di tutto per rendere il quadro ancora più nero, macchiandosi di errori grossolani e scelte cervellotiche nelle strategie. Tutto ciò è il frutto delle gravi difficoltà economiche in cui è incappato il patròn irlandese. Mondiale Costruttori: JORDAN 9a con 13 punti I PILOTI: G. Fisichella: Ha attraversato una stagione a dir poco drammatica, costellata di insuccessi ed amarezze, in parte mitigate dall’incredibile vittoria in Brasile, risultato miracoloso ottenuto in circostanze piuttosto particolari. Fisico ha dovuto lottare tutto l’anno con una macchina fragile e difficile da governare, cercando di ovviare ai problemi con l’esperienza, il talento e la professionalità, doti che solo in due casi gli hanno regalato punti: ad Interlagos, come detto, e negli Stati Uniti (7’ posto). Gli italiani sperano vivamente che il romano possa rifarsi nel 2004 alla Sauber. Mondiale Piloti: 12’ con 12 punti R. Firman: Nemmeno lui è stato risparmiato dal calvario Jordan, anche se, soprattutto a causa dell’inesperienza, si è arreso quasi subito. L’irlandese infatti ha raggiunto la zona punti (8a posizione) in un’unica circostanza, al Gran Premio di Spagna, più per le sventure altrui che per i propri meriti; per il resto, solo ritiri e qualche svarione di troppo. Ha saltato anche due Gran Premi, sostituito da Zsolt Baumgartner, a causa di un brutto incidente durante il warm-up in Ungheria. Mondiale Piloti: 19’ con 1 punto |
| MINARDI |
La vettura (MINARDI COSWORTH) Se nel 2002 è riuscita, con un po’ di fortuna, ad entrare in zona punti almeno una volta, quest’anno ha faticato un po’ in tutti i circuiti, evidenziando un netto regresso dal punto di vista telaistico e motoristico. Dotata di una nuova elettronica, è stata sì più consistente rispetto al passato, arrivando al traguardo in parecchi Gran Premi, ma ha tenuto l’andatura di un taxi. Mondiale Costruttori: MINARDI non classificata, 0 punti I PILOTI: J. Verstappen: Si è reso protagonista di una stagione assai negativa, caratterizzata da troppi errori e poca incisività, aspetti non consoni ad un veterano come lui. Jos era stato assunto dalla scuderia faentina proprio per la sua esperienza, con cui si pensava potesse supplire alle magagne della vettura: cosi non è stato. Mondiale Piloti: non classificato, 0 punti N. Kiesa: Ha portato, senza raggiungere risultati di rilievo, la macchina al traguardo in più occasioni, un dato comunque positivo per un debuttante. Il danese, ereditato il posto di Wilson, ha cercato quanto meno di fare esperienza, imparando i segreti del circus, anche se la vicinanza di un pilota più motivato di Verstappen avrebbe potuto giovargli di più. Mondiale Piloti: non classificato, 0 punti |