Glossario
Tutti i termini tecnici
Acceleratore elettronico: (drive-by-wire) nella "Formula 1" attuale, il comando "drive-by-wire" è generalizzato. Infatti sul pedale c'è un potenziometro che serve a informare la centralina di regolare l'apertura del gas (tramite un servomotore).
Aerodinamica: quando si parla di aerodinamica di una vettura ci si riferisce al suo "Cx", cioè a quel numero che indica la resistenza all'aria. Quando viene moltiplicato per la sezione trasversale, definisce la resistenza che si oppone al movimento e dunque la potenza che il motore deve fornire per vincerla.
Airbox: è la presa d'aria sopra al roll-bar che serve per portare aria fresca al motore.
Allineamento ruote: si tratta dell'angolo delle ruote di un asse, in relazione all'asse longitudinale della vettura.
Ammortizzatore: (shock absorber) assorbono urti, dissipando l'energia accumulatasi nelle molle delle sospensioni, impedendo alle ruote di deflettersi per un tempo eccessivo.
Angolo della V: definisce l'angolo che si viene a formare
tra le due
bancate dei pistoni. Infatti i motori di Formula 1 non sono lineari o
Boxer ma hanno
una configurazione a V. Per risolvere i problemi di vibrazione i
motori era a V
di 72°. Ma molte scuderie usano anche i V di 90° o addirittura a
110° senza
però avere problemi relativi alle vibrazioni date dal motore.
Angolo d'incidenza dello spoiler: si tratta dell'angolo dello spoiler in relazione all'attrito dell'aria. Quanto maggiore sarà l'angolo, tanto maggiore sarà la spinta negativa e, di conseguenza, anche la resistenza aerodinamica.
Barra antirollio o stabilizzatrice: (anti roll-bar) elemento della sospensione che serve a limitare il rollio (v.)
Barra di torsione: ha sostituito la vecchia molla elicoidale nelle sospensioni, con grandi vantaggi d'ingombro e di praticità nella messa a punto. Furono introdotte sulla Ferrari 640 nel 1989 e ora sono generalizzate sull'avantreno di tutte le monoposto. Intervenire sulle barre di torsione per compiere delle modifiche di assetto è molto agevole rispetto al complicato lavoro necessario sulle tradizionali molle coassiali agli ammortizzatori.
Beccheggio: angolazione della carrozzeria in rapporto all'asse laterale.
Blistering: è la formazione di bolle sul battistrada, dovute al calore superficiale della gomma.
Bordo di attacco del fondo: Il fondo piatto deportante inizia nella parte anteriore con una sporgenza laminare (sperone) sottostante il muso della monoposto e da esso separata. Il bordo d'attacco così configurato ha il compito di "tagliare") orizzontalmente il flusso aerodinamico avviandone la parte più ricca sotto il fondo e quella superiore verso i radiatori.
Brake disc: disco freno
C.A.D.: programmi che servono per realizzare progetti sul computer e vuol dire "disegno aiutato dal computer"
Cambio: (gearbox) In tutte le monoposto è elettroidraulico (con leve di comando al volante), sequenziale a 6 o 7 marce. La scatola del cambio è in magnesio, mentre si va ormai affermando la tecnologia più progredita della microfusione in titanio che per la prima volta è stata usata dalla Minardi e seguita quest'anno dalla Ferrari. Questo tipo di cambio ha pareti sottili che assicura un notevole risparmio di peso (4-5 kg rispetto al magnesio) e, insieme, un guadagno di rigidezza del 50%.
Campanatura della ruote: è il numero di gradi, in base ai quali la parte superiore della ruota può inclinarsi verso l'interno o l'esterno, rispetto al piano verticale.
Carico verticale: rappresenta la somma di tutte le forze a cui è soggetto il veicolo: il peso della vettura, e le forze dovute all'aerodinamica e all'inerzia nella fase di accelerazione o di frenatura
Condotto del freno: componente in fibra di carbonio che dirige aria nel sistema frenante per aumentare il suo raffreddamento.
Connecting rod: biella
Controllo di trazione: (traction control) sistema elettronico che permette alle ruote della monoposto di non pattinare al via e ogni qual volta si accelera al massimo.
CPU: centralina
Crankshaft: albero motore
Crash test: test che si effettuano prima di disputare il mondiale e servono per verificare che l'abitacolo sia resistente a elevati urti.
CX e resistenza aerodinamica: Il Cx è un coefficiente
adimensionale che
descrive la penetrazione aerodinamica della vettura. Esso,
calcolato per le
forme semplici, rilevato sperimentalmente nelle gallerie del
vento o, molto più
difficilmente, su strada, è il responsabile della più o meno
grande resistenza
che un corpo oppone all'avanzamento. La resistenza è quindi una
forza con la
stessa direzione del moto ma a senso contrario. Considerando che
dei 850 cavalli
che ha a disposizione un motore di Formula 1, sicuramente i 3/4
servono a vincere la
resistenza aerodinamica e 1/4 la resistenza dovuta al
rotolamento delle gomme,
si capiscono subito i grandi sforzi che i tecnici compiono per
ridurre questo
coefficiente. Infatti, più esso è basso tanto più una vettura, a
pari potenza
e pari area frontale, sarà veloce. Naturalmente, per le vetture
stradali ciò
significa soprattutto risparmiare energia. Buoni valori di Cx
per le attuali Formula 1
sono da 0,5 ÷ 0,6; come si noterà essi sono notevolmente
superiori a quelli
delle normali vetture stradali e ciò essenzialmente per due
motivi:
1) le vetture di formula 1hanno, rispetto a quelle stradali,
le
ruote scoperte;
2) la necessità di creare sulle vetture di formula grossi
effetti
di deportanza si paga poi in termini di resistenza.
CZ e deportanza: Cz è un coefficiente dello stesso tipo di Cx, responsabile della deportanza della vettura, cioè di quella forza perpendicolare alla direzione del moto e diretta verso il terreno. Essa carica ulteriormente le ruote aumentandone l'aderenza al terreno, necessaria sia per aumentare la trazione nelle ruote motrici, che per aumentare la velocità in curva. Il Cz è la somma di due coefficienti: uno dell'assale anteriore e uno dell'assale posteriore. A volte può anche succedere che questo coefficiente, specie nell'anteriore, diventi negativo; in tal caso vuol dire che le forze aerodinamiche non schiacciano più la parte anteriore ma tendono a sollevarla: si ha cioè portanza.
Deflettori: sono delle appendici aerodinamiche verticali di varia forma e curvatura. Possono migliorare notevolmente, oltre al raffreddamento dei radiatori, soprattutto la deportanza prodotta dal fondo piatto, generando lungo i bordi laterali, nuclei vorticosi depressionari in grado di "respingere" ai fianchi, come fossero "minigonne" fatte di turbolenze, l'intrusione dell'aria ambiente a pressione atmosferica verso gli strati fortemente rarefatti nel sottovettura.
Desmodromica: la parola desmodromico è una parola composta che trae origine dal greco antico e significa moto controllato. Normalmente le valvole vengono richiamate in posizione di riposo da una molla, mentre nel sistema desmodromico anche il movimento di ritorno viene comandato meccanicamente da un bilanciere, nello stesso tempo in cui si comanda l'apertura della valvola.
Differenziale: sistema disposto tra la scatola del cambio e le ruote motrici che permette alle due ruote di ruotare a velocità diverse in curva per evitare di slittare e perdere aderenza.
Diffusore: struttura aerodinamica che permette di avere aderenza nel posteriore e dare più spinta negativa (v.).
ECU: unità di controllo elettronica. Controlla tutti i sistemi elettronici della macchina e del motore e li trasferisce al box.
Effetto suolo: aerodinamicamente parlando è l'insieme di tutti quei fenomeni che intervengono quando un corpo, in questo caso la vettura, è in vicinanza o scorre sul suolo stesso. Evidentemente, i meccanismi che si producono sono nettamente diversi da quelli che si hanno in aria libera. Per studiare il fenomeno, un tempo si utilizzava il metodo della cosiddetta «immagine speculare», consistente nel togliere il terreno e simmetricamente sostituirvi una vettura eguale. Attualmente in alcune gallerie la vettura viene appoggiata al suolo e vengono applicati degli aspiratori di flusso. Correntemente si usa il termine «sfruttare l'effetto suolo» per indicare quelle vetture che si basano su «l'effetto Venturi». G: accelerazione di gravità pari a 9,8 mt. al secondo. Generalmente si parla di forza G, più facilmente comprensibile. Essa non è altro che la forza di gravità dovuta al prodotto della massa per l'accelerazione di gravità. Nei termini correnti quando si afferma, ad esempio, che la vettura in curva raggiunge 1,8 G significa che la forza centrifuga che la vettura riesce a vincere rimanendo in pista è 1,8 volte maggiore della forza di gravità della vettura stessa. Lo stesso dicasi anche per quanto riguarda la forza accelerante e la forza frenante che nella moderna F.1 possono raggiungere valori di 1,7 ÷ 2 G.
Efficienza aerodinamica: si può parlare di efficienza aerodinamica sia di una singola ala che di tutta la vettura. Essa indica il rapporto tra il Cz ed il Cx; esprime quindi il rendimento del mezzo indicandoci la resistenza indotta dalla deportanza. Mentre sulle Formula 1 tradizionali era difficile raggiungere l'unità, nei cosiddetti «wingcar» si possono raggiungere anche valori prossimi a 2.
Engine capacity: cilindrata motore
Engine torque: coppia motrice
FEA: metodo computerizzato e complesso per determinare lo stress e le forze a cui i componenti sono sottoposti.
FIA: Federation Internationale de l'Automobile. E' la federazione che si occupa di organizzare il campionato mondiale di automobilismo.
Flat out: a tutto gas
Galleria del vento: grande edificio in cui si esamina l'aerodinamica della macchina. L'aria è accelerata su un modello statico per ricreare la vera macchina che viaggia attraverso l'aria.
Grand chelem: è la conquista della pole position, della vittoria, del giro veloce e si ottiene se il pilota percorre in testa tutto il gran premio
Grip: (aderenza) indica il grado dell'aderenza delle gomme con l'asfalto. Diminuisce se le ruote non sono in temperatura ideale.
Hat trick: è la conquista della pole position, della vittoria e del giro veloce.
Helmet: casco
Jumped start: partenza anticipata
Launch control: partenza automatica
Minigonne - Mini skirts: utilizzate per la prima volta dalla Lotus, sono due bandelle poste ai lati della carrozzeria, in senso longitudinale, che possono scorrere verticalmente e fanno in modo che le fiancate della vettura restino sempre a contatto con il terreno. Un supporto di materiale speciale permette alle minigonne di strisciare sull'asfalto senza consumarsi eccessivamente. La loro funzione, come sarà spiegato altrove, è quella di dividere il flusso di aria che passa sotto la vettura da quello che passa esternamente e non permettere così che l'aria dall'esterno passi sotto la vettura messa in depressione dal tubo Venturi.
Naca (prese dinamiche): condotti, dall'imbocco quasi triangolare, utilizzati sulla superficie esterna della carrozzeria per aspirare aria per varie necessità: raffreddamento freni, abitacolo, pompe, a volte anche per l'aria di aspirazione del motore. Hanno come caratteristica principale quella di immettere aria senza disturbare eccessivamente il flusso a valle della presa stessa. Sono così chiamate dal National Advisory Committee for Aeronautics che per primo le ha utilizzate sugli aerei.
Nolder o corner flap: sorta di lamiera piegata sul bordo di uscita degli alettoni con possibilità di regolazione. Ha molteplici funzioni: la principale è quella di dare più camber, cioè incurvare di più il profilo dell'ala, e variare il funzionamento dell'ala alle alte velocità, quando non occorra però del sovraccarico aerodinamico. Sposta inoltre più indietro la risultante del carico verticale sull'ala.
Nomex: materiale ignifugo.
Paddock: parco conduttori
Parc fermé: parco chiuso
Pit lane: corsia box
Pit stop: fermata al box
Pitot (tubo di): strumento utilizzato sia in galleria del vento che su strada, serve a misurare la differenza di pressione esistente nei diversi punti della vettura. Utilissimi ai progettisti per la sistemazione dei radiatori, delle uscite dell'aria, delle prese dinamiche, ecc. Fu utilizzato nel G.P. di Svezia del 1978 da Niki Lauda per controllare la depressione sotto la vettura creata dal famoso ventilatore. Ha grande importanza nel campo aeronautico.
Resistenza aerodinamica: come avviene per tutti i corpi che devono penetrare l'aria, la scocca della vettura e i suoi componenti la rallentano: questa caratteristica è nota come resistenza aerodinamica. Questa forza è proporzionata al quadrato della velocità.
Retrotreno: la vettura inizia a partire in testacoda, così si deve controsterzare nella direzione opposta. Così, anche se la curva è a destra, il volante è in realtà girato a destra.
Rollio: angolazione della carrozzeria del veicolo in rapporto all'asse longitudinale. Questa angolazione dipende dalla forza centrifuga in curva, ma anche dal passaggio della ruota sopra ad un ostacolo, oppure su una strada in pendenza.
Sensori lambda: apparecchiature piccole localizzate negli scappamenti misurano il rapporto dell'aria/benzina.
Serrated kerb: cordolo
Setting: messa a punto
Scia: è la regione del campo di aria perturbata a valle della vettura, dovuta al distacco del flusso d'aria dal corpo vettura. Il fenomeno è difficilmente studiabile sulle F.1. Esso, comunque, permette sorpassi fra vetture che non abbiano grandi differenze di potenza. Infatti, basta restare in scia della vettura che corre dinnanzi sino ad acquistare velocità risparmiando la potenza necessaria per uscire poi dalla scia e sorpassare. La scia provoca però anche effetti negativi sulle vetture; infatti, essendo l'aria disturbata, sporca e riscaldata, può provocare surriscaldamenti e perdite di potenza nei motori, e soprattutto strani comportamenti delle appendici aerodinamiche.
Sospensioni attive: sospensioni proibite dal lontano '93 perché usufruiscono di un sofisticato computer che fa adattare le ruote a qualsiasi terreno rendendo la guida più facile. Spesso sono montate su autovetture di serie.
Sottosterzo: i ha quando si gira il volante, ma la vettura continua ad andare dritto.
Sovrasterzo: si ha quando si gira un poco il volante .
Spinta negativa o downforce: è una forza verso il basso che aumenta il carico verticale (v.), spingendo il veicolo al suolo. La spinta negativa dipende dal quadrato della velocità. La forza esercitata sarà di 3 o 4 superiore al peso della vettura.
Spoiler: (alettone) appendici aerodinamiche che alterano il flusso esterno della vettura; usati anteriormente incrementano la deportanza, danno stabilità all'avantreno e, se ben disposti, riducono la resistenza aerodinamica di tutta la vettura. Usati posteriormente, aumentano la deportanza nel posteriore. Il loro utilizzo si va sempre più fondendo anche sulle vetture normali di serie.
Tamponi in gomma: elemento in gomma dura montato sugli ammortizzatori. Esso viene utilizzato per irrigidire le molle dopo un certo spostamento quando la ruota si sposta verso il basso in relazione alla carrozzeria.
Telemetria: si tratta di una strumentazione complessa, di estrema importanza per ogni pilota, che desidera mettere a punto la vettura. Attraverso la telemetria si può calcolare la velocità in un determinato punto della pista.
Tirante: parte del motore che connette il pistone all'albero a gomiti.
Track width: carreggiata
Turn: curva
Venturi (tubo di): così denominato dal fisico italiano G.B. Venturi (1746-1822) che lo inventò, consiste in un tubo prima convergente e poi divergente. Il flusso d'aria accelerato e poi frenato crea differenze di pressione che possono essere ben utilizzate. Tale principio è rinverdito dalle Lotus 78 e 79.
Wing: alettone
Wing-car: letteralmente vettura-ala. Vengono così chiamate le vetture di F.1 che sfruttano il principio Venturi.
Zavorra: si usa se il peso della monoposto è sotto i limiti imposti dal regolamento e per equilibrare il centro di gravità.
Zona di contatto: area della gomma che sta toccando davvero la superficie della strada