Challenge stradale

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Per anni, fin dalle berlinette 166 o 250 GT e dopo con GTO o F40, le Ferrari sono rimaste spartane nei loro equipaggiamenti, pur se lussuosi, per spingere al massimo le prestazioni ed eliminare quindi ogni peso superfluo. Altra caratteristica distintiva è stato il colore rosso della carrozzeria, segno inconfondibile delle vetture di Maranello.

Questo modo di concepire le automobili, all’inizio degli anni ’90, apparve però come troppo limitativo. Avere una Ferrari deve essere un piacere completo e non si poteva pensare di continuare a limitare in modo eccessivo le scelte relative a comfort, utilizzabilità e spazio interno. Lo stesso valeva per i colori.

Così sono nati modelli come 456 GT e 550 Maranello (e 575 M Maranello oggi), oppure F355 e successivamente 360 Modena tra le otto cilindri.

Questa progressiva mutazione, dieci anni dopo apre lo spazio alla nostalgia della Ferrari pura e dura che modelli come F50 ed Enzo hanno confermato sempre, pur nella limitatezza delle loro tirature.

Con la Challenge Stradale la Ferrari ritorna alla pura essenzialità della vettura da competizione. Tutto ciò che non è funzionale alle prestazioni e alla sicurezza è stato ridotto all’essenziale oppure eliminato. In compenso si dispone di una berlinetta leggerissima e scattante, con un assetto davvero da competizione ed un handling preciso e sincero.

Il modello, capace di prestazioni assolute, raccoglie l’esperienza di migliaia di chilometri percorsi dai piloti che disputano il Campionato Challenge in tutto il mondo e dalla sperimentazione avanzata fatta con le 360 GT che partecipano al Mondiale FIA.
La Challenge Stradale può essere scelta in due versioni: quella più estrema, con sedili racing e vetri scorrevoli, utilizzati per l’ultima volta sulla F40, e quella con sedili alleggeriti e avvolgenti in pelle e vetri discendenti.

La Challenge Stradale sviluppa i concetti aerodinamici della 360 Modena sfruttando le opportunità offerte dall’assetto corsa (più rigido e ribassato) e avvalendosi di soluzioni specifiche che hanno consentito di incrementare del 50% il carico verticale rispetto alla 360 Modena.
I risultati sono estremamente significativi: a 200 km/h l’incremento di carico risulta di circa 40 kg con un guadagno corrispondente all’effetto di un’ala di 15 cm di corda e 1,8 m di apertura.

Il complesso delle modifiche e gli interventi di assetto hanno consentito, pur in presenza di così significativi incrementi di carico verticale, di mantenere nel contempo un Cx pari a quello della 360 Modena (Cx= 0,335).

Gli interventi aerodinamici apportati alla Challenge Stradale, sono di quattro tipi:

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Zona anteriore: modifica al paraurti che si prolunga sotto alle prese d’aria permettendo di aumentare il carico anteriore senza disturbare i flussi verso il posteriore.

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Studio aerodinamico del fondo vettura e zona posteriore: con l’aumentata altezza del posteriore e l’introduzione di derive longitudinali per bilanciare il carico. Si è scelto inoltre di modificare la forma del nolder posteriore per ottenere una maggiore efficienza con una forma più legata alla funzione.

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Resistenza e modifica dei brancardi: la nuova forma carena in maniera più completa le ruote posteriori e fornisce un contributo significativo all’aumento di efficienza e al corretto bilanciamento della vettura. La combinazione degli interventi contribuisce a mantenere la resistenza inalterata rispetto alla 360 Modena, portando a un incremento significativo dell’efficienza.

In aggiunta agli interventi fin qui illustrati, l’accurato trattamento aerodinamico e stilistico della Challenge Stradale è completato dalla massima attenzione a tutti i dettagli tecnici del progetto: dagli specchi aerodinamici in carbonio di derivazione 360 GT, ai nuovi cerchi da 19’’ con disegno di origine Challenge.

L'accurato sviluppo del progetto ha permesso di conseguire per la Challenge Stradale un peso vettura di ben 110 kg inferiore rispetto alla 360 Modena, intervenendo su tre filoni di attività tra di loro integrati: materiali, tecnologie costruttive, ottimizzazione del progetto.

Il materiale base che caratterizza la costruzione della Challenge Stradale, come già per la 360 Modena e Spider, è l’alluminio, il cui peso specifico è pari ad 1/3 di quello dell’acciaio. Il punto di partenza risultava dunque già estremamente competitivo (360 Modena). Partendo da questa base, nuovi sviluppi sono stati introdotti specificatamente per la Challenge Stradale. Il titanio, già presente per le bielle del motore, è stato esteso ai particolari della sospensione. Il carbonio, tecnologia di diretta derivazione dalla Formula 1 e di largo impiego sulle vetture stradali Ferrari in serie limitata, è stato sviluppato per la prima volta anche per una vettura 8 cilindri. Il suo impiego nella Challenge Stradale risulta applicato sia a particolari strutturali sia a elementi di finizione esterni ed interni.

Particolarmente avanzata è la tecnologia costruttiva impiegata per i fondi vettura, consistente nella impregnazione sotto vuoto di fibre di carbonio multiassiali annegate nella resina, onde mantenerne la rigidezza richiesta potendo ridurre nel contempo del 50% il peso dei fondi stessi.

La ricerca del miglior rapporto peso-prestazione per la Challenge Stradale trova un suo elemento cardine nell’adozione di serie dell’impianto frenante con dischi in carbo-ceramica (CCM), di derivazione Formula 1 (accoppiati a campane freni in alluminio) che consentono una riduzione di peso del 16% rispetto a dischi freno convenzionali; trattandosi di peso eliminato sulle masse non sospese il contributo alla prestazione della vettura può essere ritenuto ancora più significativo.

Ridurre il peso di una vettura significa ridurne l’inerzia. L’effetto principale ottenuto per la Challenge Stradale, in combinazione con l’aumento nella potenza massima del propulsore V8, è quello di un significativo aumento nelle prestazioni, soprattutto nelle doti di accelerazione e ripresa. In particolare, la vettura accelera da 0 a 100 km/h in 4,1 s. e copre i 400 m da fermo in 12,1 s.

Il motore della Challenge Stradale è il V8 a 90° di origine 360 Modena, montato in posizione centrale dietro all’abitacolo in configurazione longitudinale, in blocco con il cambio e il differenziale. La potenza massima del motore V8 è stata elevata a 425 CV a 8500 giri/min., per l’eccezionale potenza specifica di oltre 118,5 CV/litro, che lo rende il più potente V8 aspirato costruito dalla Ferrari anche grazie alla leggera sovralimentazione ottenibile alla massima velocità (+ 2% incremento di potenza). Immutato l’elevato valore di coppia massima, pari a 38 kgm a 4750 giri/min.

Sul fronte della meccanica, per il V8 della Challenge Stradale si è operata una selezione accurata degli accoppiamenti degli organi rotanti ottenendo un sensibile miglioramento del rendimento.

Gli interventi effettuati sul motore si possono raggruppare nelle seguenti aree:

  1. Ottimizzazione del Rapporto di Compressione, con lavorazioni aggiuntive dei particolari concorrenti alla realizzazione dello stesso (Teste, Pistoni)

  2. Ottimizzazione fluidodinamica motore, con i seguenti interventi:
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    utilizzazione di un collettore aspirazione con trombette riportate e condotti lucidati, oltre alla lucidatura condotti aspirazione e scarico testa

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    ottimizzazione della sezione di collegamento collettore aspirazione e testa

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    realizzazione di fasatura aspirazione specifica

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    utilizzo di un nuovo misuratore portata aria a bassa perdita di carico

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    nuovo silenziatore di scarico a bassa contropressione

  3. Ottimizzazione rendimento organico, con i seguenti interventi:
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    selezione basamenti con attriti al minimo

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    nuovo posizionamento della molla valvola.

La Challenge Stradale è stata interamente sviluppata sulla base della trasmissione a comando elettroidraulico, tipo F1, in grado di azionare il cambio e la frizione, e attuata da palette solidali con il piantone sterzo, marchio di fabbrica delle vetture Ferrari ed in particolare di stretta derivazione dalle competizioni.

L'aumento di precisione garantito da una nuova strategia di controllo, applicata specificatamente su questa vettura, e da una maggiore velocità di elaborazione, ha permesso di ridurre i tempi di cambiata in tutto il range di utilizzo, con un valore minimo di 150 ms nell’uso super-prestazionale.

Le configurazioni di cambiata disponibili, coerentemente al profilo di massima sportività assegnato alla vettura, sono previste esclusivamente per cambiata manuale operata dal pilota mediante attuazione delle leve F1 (non è stata perciò prevista l’opzione di cambiata interamente automatica). La retromarcia si inserisce tramite pulsante dedicato sul tunnel.

Le modalità di cambiata sono previste in due configurazioni (Sport e Race): a ciascuna di queste configurazioni corrisponde una logica integrata del controllo vettura per quanto concerne il set-up degli ammortizzatori e del controllo di trazione (ASR).

In modalità ’RACE’ e con ASR disinserito, è anche disponibile la strategia di ’launch control’ mutuata dalla Formula 1, e studiata per permettere al pilota una partenza prestazionale in condizioni di buona aderenza.

La Challenge Stradale nasce dalla 360 Modena, di cui conserva l’impostazione di base e l’architettura.

Profonde modifiche hanno riguardato il sistema di sospensioni e l’assetto. Le molle anteriori e posteriori, in titanio, sono più rigide rispetto alla 360 Modena (+20% circa), mentre la barra posteriore è di diametro maggiore. Questi interventi hanno aumentato la rigidezza al rollio e al beccheggio, e complessivamente hanno reso più rapidi i transitori nelle manovre, rendendo così più diretto il feeling del pilota con la vettura.

La taratura degli ammortizzatori è stata rivista e definita in modo specifico per questo modello. Il baricentro della vettura è stato abbassato di 15 mm.

Gli pneumatici sono del tipo Pirelli P Zero Corsa - il nuovo pneumatico Pirelli super ribassato e adottato specificamente per la Challenge Stradale - nella misura 225/35 anteriore e 285/35 posteriore, montato su cerchi da 19’’ dal disegno Challenge e con colonnette in titanio. La scelta di questo equipaggiamento esclusivo per la Challenge Stradale conferma l’efficacia della collaborazione tra i due marchi storici dell’automobilismo nel caso del Ferrari Challenge-Trofeo Pirelli ma anche nel Campionato FIA GT. Una lunga serie di test su mescole innovative condotti in collaborazione con Pirelli ha infatti permesso di individuare una mescola pneumatici ed un disegno battistrada che massimizzano la capacità di trasferire coppia a terra e di raggiungere elevati valori di accelerazione laterale (1,3 g), mantenendo un elevato equilibrio fra i due assali. Le innovative caratteristiche di questo pneumatico, che ha il suo esordio assoluto al Salone di Ginevra insieme alla Challenge Stradale, permettono di adeguare il grip in base alle condizioni termiche in cui si trova a lavorare.

L'impianto frenante della Challenge Stradale è costituito da dischi in materiale composito carbo-ceramico (CCM, Carbon Composite Material) derivato dalle più avanzate esperienze condotte dalla Ferrari congiuntamente a Brembo, fornitore dell’impianto.

Queste le dimensioni dei dischi freni:
anteriore: 380 mm di diametro x 34 mm di spessore, e caliper a 6 pistoncini a diametro differenziato
posteriore: 350 mm di diametro x 34 mm di spessore, e caliper a 4 pistoncini a diametro differenziato.

L'impianto carbo-ceramico montato sulla Challenge stradale, accoppiato a campane freni in alluminio, garantisce prestazioni e spazi d’arresto sorprendenti. In termini di peso, la riduzione conseguita sulla Challenge Stradale risulta pari al 16% rispetto a dischi freno convenzionali.

Complessivamente la Challenge Stradale consente decelerazioni superiori fino al 15% rispetto alla 360 Modena.

L'essenzialità, nel senso più specifico del termine, è la caratteristica dominante degli interni della Challenge Stradale, a cominciare dalla eliminazione dei rivestimenti non necessari (tappeti/moquette) fino alla cura racing di ogni singolo dettaglio. Il contagiri posto al centro della strumentazione diventa il riferimento principale del pilota, sottolineato da una grafica gialla con l’indice rosso per garantire una leggibilità ed un contrasto ottimale. Tutto il quadro di bordo è racchiuso in un elemento in fibra di carbonio che comprende anche la strumentazione secondaria e le altre spie.

Il nuovo volante, con la corona schiacciata nella parte superiore e dotato di mirino di traguardamento come nella versione gara, è abbinato a specifiche palette cambio F1 con la leva destra allungata per facilitare il cambio marcia superiore in uscita di curva. La vettura è dotata di sedili racing con struttura in fibra di carbonio e rivestiti in tessuto ad alto grip.

I pannelli porta ed il tunnel sono realizzati interamente in fibra di carbonio, quest’ultimo studiato per alloggiare a portata del pilota tutti i principali comandi della vettura, pulsante di avviamento, pulsante di retromarcia, settaggi di dinamica del veicolo (race, launch control, esclusione ASR)

La vettura può essere dotata di cinture a 3 punti o racing con 4 punti di attacco e di roll-bar in alluminio appositamente sviluppato per la Challenge Stradale e alleggerito del 40% rispetto ad un roll-bar tradizionale.

 

DATI TECNICI

Motore a 8 cilindri a V di 90°

Alesaggio e corsa   85 x 79 mm

Cilindrata unitaria   3586 cc

Cilindrata totale   448,2 cc

Rapporto di compressione   11,2:1

Potenza massima   425CV a 8500 giri/min

Coppia massima   38 kgm a 4750 giri/min

Pneumatici radiali tubeless Pirelli: anteriori 225/35 ZR 19 - posteriori 285/35 ZR 19

Lunghezza    4,477 mm

Larghezza    1,922 mm

Altezza   1,199 mm

Passo   2.600 mm

Carreggiata anteriore   1.669 mm

Carreggiata posteriore   1.617 mm

Peso a secco   1.180 k

Peso in ordine di marcia   1.280 kg

Capacità del serbatoio   95 litri

PRESTAZIONI

Velocità massima   300 Km/h

0-100 m   4,1 s

0 - 400 m   13,9 s

0 - 1000 m   22,0 s