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Alberto Ascari nato il 13/07/1918 a Milano morto il 26/05/1955 a Monza durante un test
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Figlio di un pilota: il padre Antonio era il più grande pilota italiano dei suoi tempi e aveva l'abitudine di portare il figlio alle corse cui partecipava. Pochi giorni prima che Alberto compisse sette anni, Antonio Ascari rimase ucciso mentre stava conducendo il Gran Premio di Francia a Montlehry. Da quel momento il desiderio di Alberto fu quello di diventare un pilota di macchine da corsa come il padre.
Dopo aver gareggiato in moto con la Bianchi, nel 1937 passa alle automobili. La sua prima gara fu la Mille Miglia del 1940 alla guida della Ferrari T815. Dopo il conflitto, riprende a correre con la Cisitalia, poi con la Maserati. Insieme all'amico Villoresi corre con successo sui circuiti del Nord Italia, e la folla lo soprannomina "Ciccio".
Il 1948 si rivelò un altro anno di successi per la coppia di amici alla guida delle più evolute Maserati San Remo. Ascari gareggia su un'Alfa 158, finendo terzo nel Gran Premio di Francia a Reims, dietro ai compagni di squadra Wimille e Sanesi.
Enzo Ferrari, che era stato un grande amico e compagno di squadra del padre di Alberto, lo mette sotto contratto insieme a Villoresi nel 1949. Quell'anno Ascari vince sei volte, una delle quali a Buenos Aires nel Gran Premio di Peron.
Nel 1950 ottiene nove vittorie con la Ferrari e nel 1951 sei. Nelle due stagioni successive domina il Mondiale, conquistando il titolo. Nel ’52 vince tutte le gare di F1 cui partecipa (6) e nel ’53 ottiene 5 primi posti su 9 prove.
Pilota raffinato, si esprime al massimo quando è in testa e diversamente da molti altri piloti, sembra non dare il meglio di se quando sta dietro. Come Enzo Ferrari più tardi ricorda: "Quando guidava non poteva essere sorpassato tanto facilmente, anzi di fatto era impossibile farlo", avere Ascari alle spalle è un'esperienza davvero snervante; la sua mente è ossessivamente impegnata a cercare il sorpasso ad ogni costo.
Il 1954 è un anno molto deludente per il campione del mondo Ascari è passato alla Lancia, ma la vettura non è competitiva. Dopo alcune gare decisamente sfortunate con la Maserati, ad Ascari viene prestata una Ferrari per correre il Gran Premio d'Italia. Alberto parte dalla prima fila della griglia di partenza ma al 49° giro è costretto a ritirarsi per noie al motore. Vince la Mercedes-Benz di Fangio. che lo stesso anno si aggiudica il campionato del mondo,
Nel 1955 è protagonista di un incidente spettacolare finendo nelle acque del porto di Montecarlo; si salva, riportando solo ferite al volto. Quattro giorni dopo, a Monza, Ascari è di nuovo in piedi ad assistere alle prove del suo amico Castellotti. Chiede di fare un giro con la sua ferrari, ma al 3° giro all'uscita da una curva l'auto imprevedibilmente sbanda, capovolgendosi due volte dopo un testacoda. Sbalzato fuori dal mezzo Ascari si ferisce gravemente e muore dopo pochi minuti.
La morte di Ascari viene accolta come una perdita per l'intera nazione. Telegrammi di cordoglio vengono spediti da tutto il mondo. Alle colonne della chiesa di San Carlo al Corso vengono appesi drappi neri e un'enorme scritta: "Accogli, o Signore, sul traguardo l'anima di Alberto Ascari." Per i suoi funerali la piazza del Duomo, il cuore pulsante di Milano, è invasa di gente. La piazza più rumorosa d'Italia è quel giorno così silenziosa che si possono sentire i telefoni squillare a vuoto nelle case.
Tre giorni dopo le esequie la Lancia sospende ogni attività agonistica e a luglio consegna sei modelli D50, con motori, progetti e ricambi, alla Ferrari.
Campione del Mondo 1952 - 1953 Ferrari
| Carriera | Con la Ferrari | |||
| Esordio in F.1 | Monaco 1950 | Monaco 1950 | ||
| Gran premi disputati | 32 | 27 | ||
| Gran premi vinti | 13 | 13 | ||
| Prima vittoria | Germania 1951 | Germania 1951 | ||
| Mondiali vinti | 2 | 2 | ||
| Pole position | 14 | 13 |