125 Sport

 

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125 Sport

La 125 Sport, è una "barchetta" sport due posti : debutta l'11 maggio 1947 sul circuito di Piacenza guidata da Franco Cortese. Subito si mette in evidenza per le prestazioni eccezionali che caratterizzeranno da quel momento in poi il lavoro della Casa di Maranello.

LA ricerca di prestazioni eccezionali è particolarmente sentito per quanto riguarda il propulsore. La scelta del 12 cilindri a V, progettato dall'ingegner Gioachino Colombo, è forse dettata da un sogno: l'impressionante Packard a cui Enzo Ferrari farà allusione nelle sue memorie. I vantaggi di questa disposizione non sono oscuri, il frazionamento della cilindrata è effettivamente un fattore di maggiore potenza, in quanto aumenta la superficie totale dei pistoni permettendo di limitarne la corsa; riducendo la loro velocità lineare, se ne contiene anche l'usura e le perdite di rendimento dovute all'attrito, inoltre permette dei regimi più elevati.

La scelta dei materiali di costruzione dimostra quanto sia importante contenere al massimo i pesi: così per il propulsore, il blocco a 12 cilindri a V 60° viene realizzato in fusione di lega d'alluminio.

Altro vantaggio di questo 12 cilindri superquadro è l'ingombro ridotto in altezza, che permette un abbassamento della vettura e di conseguenza del suo centro di gravità. Le camicie in acciaio speciale ad alta resistenza sono del tipo a umido e sono forzate nel basamento del blocco per un terzo della loro altezza. La lega leggera è stata usata anche per i pistoni e le bielle, corte e robuste, montate appaiate su sei bottoni di manovella forgiati dell'albero a gomito, sistema reso possibile da uno spostamento di 20 mm tra i due banchi dei cilindri; interessante, di queste bielle, è il piede tagliato in obliquo, per fare in modo che possano essere estratte dal motore dall'alto. Geniale anche il gemellaggio di questi piedi di biella, che permettono un albero a gomito tradizionale poiché i sei bottoni di manovella sono disposti su tre piani a 120°, come un 6 cilindri in linea classico.

La lotta contro il peso si è estesa anche nella parte superiore del motore, dove le due testate sono realizzate in Silumin, l'apertura delle 24 valvole è controllata da molle a spillo, le valvole formano tra loro un angolo di 64 gradi, che permette una posizione ottimale nelle camere di combustione emisferiche.

Gli alberi a camme in acciaio girano su sei cuscinetti e agiscono sulle valvole attraverso i bilancieri. Ogni testata è fissata al blocco da 18 viti prigioniere, disposte a tre a tre sui cilindri. Questo tipo di fissaggio viene mantenuto finché le molle a spillo non vengono sostituite con quelle elicoidali. Ogni camera di combustione dispone di un proprio condotto di scarico che sbocca all'esterno della V, i 12 condotti di immissione sono gemellati a Y e sboccano nel centro della V in sei luci, sopra le quali si fissano i tre carburatori Weber 30 DCF doppio corpo invertiti.

Il carter dell'olio, fissato al blocco nel piano dell'albero a gomito, è alleggerito sia dalle ridotte dimensioni, che dalla lega in alluminio e magnesio nella quale è fuso.

Una pompa a ingranaggi, azionata dall'albero a gomito, aspira l'olio attraverso un primo filtro posto nel punto più basso del carter e lo manda sotto pressione a un filtro principale autopulente.

Una valvola termostatica stabilisce, in funzione della temperatura, se l'olio debba passare attraverso il radiatore montato verticalmente sul davanti della vettura, accanto al radiatore dell'acqua.

Anteriore al propulsore della 125 Sport, un carter nasconde i pignoni di comando della pompa dell'acqua, della dinamo e dei due alberi a camme della distribuzione. Tutti sono azionati dall'albero a gomito per mezzo della stessa catena a rulli, della quale può essere regolata la pressione.

Due spinterogeni sono posti verticalmente sugli stessi supporti, la pompa della benzina a membrana è azionata da un pignone che parte dall'albero di distribuzione sinistro. Le dimensioni del radiatore, la facilità degli scambi di calore, conseguenza della ridotta cilindrata unitaria, non rendono necessaria l'installazione del ventilatore di raffreddamento.

Il telaio è composto da tubi di sezione ovale in acciaio al cromo manganese. Il suo disegno essenziale è costituito da due longheroni paralleli sui quali è fissato in quattro punti il motore, uniti da due traverse principali all'altezza degli assi anteriori e posteriori e rinforzato al centro da una crociera di tubi della stessa sezione. Le sospensioni anteriori sono a ruote indipendenti con quattro quadrilateri deformabili e una molla a balestra semiellittica trasversale. Sulla 125 Sport, il ponte rigido è fissato posteriormente a due molle a balestre parallele. Gli ammortizzatori idraulici sono identici, sia gli anteriori che i posteriori ma, mentre sul davanti agiscono sui quadrati superiori, dietro controllano il movimento del ponte per mezzo di due bracci articolati e sono sottoposti all'azione di una barra di torsione antirollio.

Il cambio, dietro al propulsore, come pure la frizione, è contenuto nel carter di lega leggera fissato in due punti alla crociera centrale del telaio. Leghe leggere sono state impiegate anche per i quattro tamburi dei freni a comando idraulico e per il serbatoio della benzina, alloggiato nello spazio libero tra il ponte posteriore e l'ultima traversa del telaio, dove è stato fissato anche il grosso silenziatore, dal quale fuoriescono i due tubi che hanno seguito i longheroni dopo aver raccolto i sei collettori.

La Ferrari 125 Sport è, quindi, un insieme di soluzioni tecniche e telaistiche, che fino a quel momento erano state applicate soltanto a vetture da corsa estremamente sofisticate e dimostrerà, ben presto, la bontà delle idee degli uomini di Maranello.